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lunedì 25 gennaio 2016

Il mangone... minestra calabrese di prosciutto e verdure miste per l'MTC n.53



Appena ho visto la ricetta del mese di gennaio dell'MTC,  quella scelta dalla Vitto, ho pensato ad una sola cosa.
Forse finirò fuori concorso perchè ho utilizzato questa minestra per altre due ricette dell'MTC, i canederli e il pollo ripieno, ma ho deciso di pubblicarla lo stesso perchè pensavo meritasse un posto tutto suo.
Questa per me è "LA ZUPPA".
Mio padre è nato nel 1940. Tempi difficili, tempi di guerra. Mi raccontava che in campagna le cose erano state un po' più semplici solo perchè la gente, con il duro lavoro e tanto sacrificio, riusciva a gestire la fame con i prodotti della terra. L'osso di prosciutto, in tempi più recenti sostituito dal gambetto, dava sapore ad un misto di verdure, quelle di cui si disponeva (cicoria, scarola, bieta), e veniva quindi utilizzato per rendere un po' più gustoso un piatto povero. Il tutto veniva completato con il pane duro, che bagnato nella minestra poteva essere così consumato.
Poche parole per un piatto che per me ha un grande significato. 
Un grazie alla Vitto della Cucina Piccolina per aver scelto Minestroni e Zuppe e per avermi dato la possibilità di dare il posto che merita a questo piatto.

Ingredienti per 3 persone:
350g circa di gambetto di prosciutto crudo, già pulito
350g di verdure (scarola, cicoria, bieta) - io in questa versione "bietina" dell'orto della quasi-suocera
1 patata grande
1 carota grande pelata e tagliata in tre parti
3 cipolle piccole
acqua di cottura della verdura
250g di fagioli borlotti cotti e scolati dell'acqua di cottura
pane secco (in alternativa pane tostato)
olio extravergine di oliva

Tempo di preparazione
3h circa

Procedimento
Sgrassiamo il prosciutto. Puliamo il prosciutto, eliminando il grasso in eccesso, e mettiamolo in una pentola con acqua fredda. Facciamolo bollire per circa 10 minuti. Eliminiamo l'acqua di cottura e ripetiamo l'operazione un'altra volta, questa volta con acqua calda. Scoliamo il prosciutto e mettiamolo da parte.

Prepariamo le verdure. Portiamo a ebollizione circa 2,5l di acqua e cuociamo la bieta (o scarola, o cicoria) per circa 10 minuti. Nel frattempo peliamo patate e carote (quest'ultima da tagliare in tre parti) e puliamo le cipolle. Scoliamo la verdura con una schiumaiola e conserviamo l'acqua di cottura.

Prepariamo il mangone. Mettiamo in una pentola la verdura, il prosciutto, i fagioli, la patata, la carota e le cipolle. Copriamo completamente con l'acqua di cottura della verdura e facciamo cuocere a fuoco medio e lento per circa 1h e mezza/2 ore. Mescoliamo di tanto in tanto, facendo attenzione a non rompere la patata. Aggiungiamo acqua di cottura della verdura quando è necessario. Appena pronto dividiamo il prosciutto in 3 pezzi, staccandolo senza utlizzare il coltello, ma aiutandoci con una forchetta e il mestolo di legno. Facciamo lo stesso con la patata o quel che ne è rimasto :D. La minestra sarà pronta quando i fagioli saranno completamente sfatti e il prosciutto si sfilaccerà senza problemi.

Serviamo. Sistemiamo nel piatto la minestra, un pezzo di prosciutto, un pezzo di patata, uno di carota e il pane secco. Serviamo calda e...

Buon Appetito!
 
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio

 Attention pleaseeee!!!
  • Nel solito libro di cucina calabrese, quello di Teresa Gravina Canadè, viene preparata con verdure miste di stagione (scarole, cicoria, cavolo cappuccio, patate, ecc), carne di maiale conservata in salamoia con sale e pepe rosso, un osso di prosciutto, una cotenna e una scorza ben pulita di pecorino.
  • Avevo in testa altre due ricette (una delle quali avrei voluto proporre per il tema del mese... anche lì sono arrivata in ritardo) ma i 116 compiti in classe da correggere (e altri 21 arriveranno mercoledì) e le medie da calcolare per la chiusura quadrimestre non mi hanno lasciato molto tempo per cucinare. Magari le propongo fuori gara...

domenica 25 ottobre 2015

Pollo disossato ripieno di minestra contadina (bieta, zucca, fagioli e gambetto) con crocchette e gravy di minestra


Son sincera, ho giocato in casa. Minestra contadina di mio padre, che aveva imparato dalla sua mamma, con tutto quello che mi ricorda la mia infanzia. Il prosciutto, le verdure (bieta, cicoria...) e i fagioli. A questi ingredienti ho aggiunto la zucca, protagonista di un altro piatto che il mio papà cucinava spesso: zucca e fagioli.
Come contorno delle crocchetta fatte proprio e solo da questa minestra e il gravy con la sua acqua di cottura.
Un piatto semplice e contadino che mi fa sempre ripensare alle mie origini, all'orto, ai prodotti della terra, quelli coltivati con fatica rispettando le stagioni e la terra stessa (la bietola è quella della quasi suocera). 
Con questa ricetta partecipo per la seconda volta all'MTC di questo mese, che grazie alla ricetta di Patrizia, mi ha insegnato a disossare un pollo (e questi due sono stati i primi ma non saranno gli ultimi) e a preparare un gravy.
Grazie di cuore.
E adesso passiamo alla ricetta....
Ingredienti
  • un pollo intero eviscerato da 950 kg
  • 600g circa di bietina al netto dello scarto (a me un pochino è avanzata)
  • 150g di gambetto di prosciutto
  • 100g di zucca al netto dello scarto
  • 1 confezione di fagioli borlotti
  • 600g di brodo di pollo (ottenuto con 2litri di acqua, le ossa del pollo, 1/2 cipolla e 1 carota)
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 3 cucchiai di farina 00
  • olio evo 
  • Sale
  • pepe
Tempo di preparazione
circa 3 ore+riposo in frigo

Procedimento
Prepariamo la farcia. Lessiamo la bietina in abbondante acqua bollente per circa 15 minuti; nel frattempo cuociamo il gambetto in un'altra pentola in acqua bollente, cambiando l'acqua almeno un paio di volte.
In una pentola a pressione mettiamo la bietina, il gambetto, 100g di zucca tagliata a cubetti e l'acqua di cottura della bietina (deve coprire tutta la verdura). Chiudiamo la pentola a pressione e facciamo cuocere per circa 40 minuti dal sibilo, a fuoco basso. Trascorso questo tempo, apriamo la pentola, togliamo il gambetto, uniamo i fagioli e facciamo cuocere per altri 20 minuti. Tritiamo il gambetto a punta di coltello e conserviamolo. Scoliamo la zuppa di verdura e fagioli, conservando l'acqua di cottura. Schiacciamo poco più di metà della verdura, farciamo il pollo con il ripieno ottenuto e ricuciamolo.
Disossiamo il pollastro :D. Per la parte tecnica riporto le parole di Patrizia e allego la infografica di Dani che può essere di grande aiuto. Per la sequenza fotografica vi consiglio vivamente di leggere il post di Patrizia.

  1. Prendete il vostro busto di pollo eviscerato, pulito e fiammato per eliminare eventuali residui di piume. Rinfreschiamo subito un po' di anatomia andando a lussare entrambe le cosce. Con il busto del pollo dritto di fronte a voi, dovrete infilare il pollice della mano sinistra (se non siete mancini) nella cavità intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca. Con l'altra mano tirate indietro la coscia rompendo l'articolazione. Il femore deve uscire dalla cavità dell'anca. Fate la stessa cosa con l'altra coscia. 
  2. Dovete togliere la forcella dello sterno. E' una delle operazioni più delicate: ruotate il pollo sempre in posizione supina, con il petto verso di voi. Spingete indietro delicatamente la pelle della cavità del collo. Toccate la polpa del petto intorno alla cavità e potrete percepire la forcella. Incidetela con la punta del coltello.
  3. Con il coltello raschiate la carne intorno alla forcella in modo da farla apparire, quindi con delicatezza recidetela al vertice con il trinciapollo, facendo attenzione a non bucare la pelle. 
  4. La forcella è libera anche se l'osso lungo è ancora all'interno e verrà eliminato successivamente.
  5. Adesso ruotate nuovamente il pollo e mettetelo con il petto a contatto con il tagliere. Tenetelo   schiacciato con una mano ed incidete nel centro della spina dorsale scendendo dal collo alla coda. Qui troverete resistenza all'inizio ma poi proseguendo sarà molto più agile. Aprite quindi il pollo a libro. Via via che procedete nel lavoro, asciugatevi bene le mani cercando di averle sempre prive di grasso che inevitabilmente potrebbe rilasciare il volatile. Il coltello deve essere sempre ben fermo nella vostra mano. 
  6. Procedendo dall'alto verso il basso e dalla colonna verso l'interno, fate scorrere la lama del coltello appoggiandola alla cassa toracica ed incidendo in profondità, cercando i raschiare bene la polpa dalle costole. Procedete con calma da una parte e poi dall'altra. 
  7. A questo punto avrete quasi terminato la parte più difficile. La gabbia toracica sarà quasi completamente staccata dal petto. Resterà lo sterno che potrete sollevare e staccare dal basso verso l'alto. Una volta inciso nella lunghezza, si staccherà completamente il resto dell'ossatura. Toccate il bordo del petto all'altezza del collo ed eliminate la parte lunga della forcella sempre incidendo con la punta del coltello. Tenete la carcassa da parte. 
  8. Adesso grattate via la polpa dalle ossa delle anche e staccate l'osso dalla giuntura della coscia con il trinciapollo. L'osso lungo della coscia sarà invece lasciato al suo posto per mantenere una bella forma finale. 
  9. Tagliate con il trinciapollo le ali all'altezza dell'articolazione. Quindi rimuovete il resto dell'ala in corrispondenza delle giunture. Spingete con il dito la pelle dell'ala all'interno della cavità che si sarà formata dopo l'eliminazione dell'osso.  

L'infografica di Dani Pensacuoca
Una volta cucito e legato all'estremità delle cosce, avvolgiamolo in un foglio di cartaforno inumidito (a caramella) e poi nella stagnola. Fermiamo il cilindro che avremo ottenuto con dello spagno e conserviamo in frigo per almeno 2/3 ore.

Cuociamo il pollastro. Elimiamo la cartaforno e la stagnola e strofiniamo la pelle del pollo con sale, pepe e fiocchetti di burro. Sistemiamo il pollo in una pirofila con il fondo doppio, dove avremo messo 4 cucchiai di olio, e cuociamolo per 15 minuti in forno caldo a 180°. A questo punto irroriamolo con il vino bianco e proseguiamo la cottura per altri 15 minuti. Ricordiamoci di bagnare il pollo con i suoi succhi ogni 10 minuti circa e di girarlo con delle palette di legno almeno un paio di volte. Cuociamolo in totale per 95 minuti circa.
Prepariamo il brodo Il gravy si potrà preparare solo quando il pollo è cotto, perchè serve il fondo di cottura. E' necessario, quindi, avere il brodo pronto e bollente per quando il pollo sarà cotto. Mentre il pollo cuoce prepariamo il brodo con la carcassa e le ali del pollo, 1/2 cipolla, 1 carota e circa 2 litri di acqua. Deve ridursi a 1/3.
Prepariamo le crocchette di "minestra". Mescoliamo la verdura rimasta con il prosciutto tritato. Formiamo con le mani delle crocchette e passiamole nell'uovo e nel pangrattato. Saranno molto morbide, quindi  maneggiamole delicatamente. Io le ho cotte in una specie di friggitrice ad aria calda (comprata da Lidl... la amo!!!) per 10 minuti a 180°. Credo possa essere sostituita con una cottura in forno (magari in forno statico per non seccare troppo le crocchette).
Prepariamo il gravy. Togliamo il pollo dalla teglia di cottura e teniamolo in caldo. Filtriamo il liquido rimasto sul fondo della teglia e conserviamolo. Mettiamo il succo della cottura dei fagioli con la verdura (100g)  nella teglia e facciamo sobollire su due fornelli, mescolando con un cucchiaio di legno. Spegniamo.
In una casseruola mettiamo 3 cucchiai del fondo di cottura filtrato con 3 cucchiai di farina, fatta cadere a pioggia con un setaccio, e facciamo rosolare per circa 7-8 minuti, fino a che non è fragrante e dorato. Uniamo il brodo caldo gradualmente e riportiamo a bollore. Saliamo. Uniamo anche il liquido di deglassatura filtrato e facciamo addensare a fuoco basso finoa quando non ha raggiunto la consistenza desiderata. Filtriamo il gravy con un colino. Aggiustiamo di sale se necessario.
Impiattiamo. Serviamo il pollo con il gravy e le crocchette e....
Buon Appetito!!!!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di questo mese

lunedì 28 aprile 2014

Finta salsiccia "imbietolata" con vellutata al pepe rosso calabrese, gambi di bietola e fiori di erba cipollina croccanti


Qualche settimana prima che Cristiana scegliesse il quinto quarto la quasi-suocera ci ha proposto una salsiccia particolare: fatta con cuore e polmone la dolce metà mi assicurava la prelibatezza di un piatto che aveva tutto il sapore dei pranzo in famiglia e delle preparazioni tipiche del post-macello del maiale. 
Noi due veniamo da famiglie nelle quali, durante la prima settimana di dicembre, si faceva il maiale. Mio papà sopra il tavolo di marmo della cucina riusciva ad ottenere, lavorando con passione e seguendo la "tradizione", quello che poi avremmo assaporato nei mesi a venire. La carne per la salsiccia si tagliava rigorosamente con il coltello (a mamma non piaceva tritata a macchina) e "'ncannuzzata" a mano. Una faticaccia che assicurava un risultato perfetto. Con le frattaglie si preparava la gelatina, di cui papà è tuttora ghiotto, stufati e soffritti e veramente non si buttava niente. Ma la salsiccia di polmone e cuore non l'avevo mai preparata, o vista preparare, nè tantomeno mangiata.
L'ho assaporata, quasi studiata e cercato in essa i sapori che potessero in qualche modo ricondurmi a tradizioni diverse e alcune volte dimenticate.
Quando ho visto che il quinto quarto era il tema dell'MTC del mese ho pensato immediatamente a quella salsiccia e a come poterla preparare e condividere. Lunghe telefonate con la quasi-suocera preannunciavano una pasquetta di carne da tagliare e salsiccia da preparare. Eravamo tutt'e due contente.. poi il macellaio di fiducia non ha trovato la materia prima. Non vi dico quando me l'ha detto... triste io!
Ma quella ricetta non mi è mai uscita dalla testa, io volevo sminuzzare ;)
Ho cercato di riprodurla con quello che potevo procurarmi facilmente qui a Roma. Quindi cuore e fegato di pollo, carne di maiale e la quasi-salsiccia è pronta. Al posto del budello la bietola (attenzione che non sia quella stipata stretta stretta dalla quasi-suocera in una busta per congelare eh?) e per la serie "non si butta niente niente, neanche delle verdure" gambi di bietola e fiori di erba cipollina  per decorazione.

Per 8 involtini:
  • 70g di cuori di pollo
  • 50g di fegato di pollo
  • 50g di carne di maiale tritata
  • 50g di salsiccia fresca di maiale
  • 8 foglie di bietola belle grandi ;)
  • 4-5 steli di erba cipollina
  • 1 cucchiaino di pepe dolce in scaglie
  • sale
  • pepe nero
Per la vellutata:
  • 15g di burro
  • 15g di farina 00
  • 150 g di acqua di cottura della bietola
  • 1/2 cucchiaino di pepe rosso in scaglie
  • sale
Per la decorazione:
  • gambi delle bietole
  • fiori di erba cipollina
  • farina di mais fioretto
  • olio evo
Tempo di preparazione:
1h e 1/2 ca.

Preparazione
Prepariamo gli involtini. Tagliamo a coltello, finemente, i cuori e il fegato, aggiungiamola a quella tritata e condiamola con una spolverata di pepe e di sale, l'erba cipollina tritata e il pepe rosso in scaglie. Amalgamiamo bene il composto e dividiamolo in 8 parti. Accendiamo il forno, ventilato, a 200° e aspettiamo che arrivi a temperatura.
Lessiamo in acqua bollente le foglie di bietola, private del gambo, per circa 1 minuto. Scoliamo conservando l'acqua di cottura e sistemiamo alla base di ogni foglia, dalla parte del gambo, la carne. Chiudiamo lateralmente la bietola e poi arrotoliamo. Sistemiamo in una teglia con un filo d'olio gli involtini ottenuti con la chiusura verso il basso e cuociamo per 20 minuti.

Prepariamo le decorazioni. Tagliamo a bastoncini sottili i gambi della bietola, bagnamoli leggermente e passiamoli nella farina di mais. Sciacquiamo i fiori di erba cipollina e infariniamoli. Friggiamoli in olio evo bollente fino a che non sono ben dorati. Saliamo leggermente.

Prepariamo la vellutata. Quando gli involtini sono cotti, o cmq mancano un paio di minuti alla fine del tempo di cottura, sciogliamo il burro in un pentolino, aggiungiamo la farina e amalgamiamo bene i due ingredienti. Aggiungiamo acqua di cottura della bietola e, se l'acqua è calda, non serve tenerla troppo sul fuoco, si rassoderà subito. Saliamo e aggiungiamo il pepe rosso.

Serviamo gli involtini sulla vellutata e decoriamo con i gambi di bietola e i fiori di erba cipollina e...

Buon Appetito!!

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Aprile



Attention pleaseee!!! 
  • Per fare la salsiccia di cuore e polmone le dosi sono: 500 g di cuore e polmone di maiale; 300g di carne per parcetta; 300g di carne di maiale; sale e pepe; budello ;)

venerdì 28 settembre 2012

La mia Pasqualina-ina-ina... grazie ad un vecchio MTC!

Quando la Vitto l'ha scelta, per l'MTC di questo mese, mi sono detta che la dovevo fare, che era un segno del destino (cmq a me tutte le ricette dell'MTC sembrano un segno del destino hihihi) e che non avrei potuto saltare l'appuntamento: la Pasqualina era una delle ricette presenti in quel famoso libro della mia mamma, ricetta a lungo osservata ma mai provata... insomma, sembrava proprio arrivato il momento!


E come ho fatto a ridurmi proprio all'ultimo giorno?? Mah, i misteri della vita.. ahahahah!
Ieri rileggendo per l'ennesima volta la ricetta e constatando che di bietola, nei supermercati vicino casa, manco a pagarla oro, mi sono ricordata di 250g conservati in congelatore. Ve li ricordate i budini salati dell'MTC di maggio? Avevo pensato di farne uno proprio con la bietola, 250g per l'appunto, e l'avevo congelata.. mmhhh, allora ho pensato di riadattare la ricetta della Vitto proprio a questa quantità. Con un'abile conversione matematica, ahhahahah, ho ottenuto delle dosi che mi avrebbero consentito una mono... ehm, "biporzione" (chi lo sente se me lo dimentico :D) da assaporare durante il viaggio che affronteremo stasera per andare dai suoceri... se ci arriva a stasera! Beh, le dosi ottenute sono quasi impossibili da pesare :) ma io le metto per "precisione": si possono leggere quelle poi effettive tra parentesi :)
La ricetta che ho seguito è quella di nonna Ibidi mentre la sfoglia è quella della Milia: una sfoglia spettacolare! Grazie Vitto e grazie Mtc!
Per le dosi originali, e per una bella Pasqualona ;), vi rimando alla ricetta della Vitto.


Ingredienti per una Pasqualina-ina-ina del diametro di cm:
  • 250g di bietola (a me era già al netto dello scarto... solo foglie senza coste)
  • 62,5g di farina Manitoba (io 63g di Manitoba Loconte)
  • 52g di ricotta
  • 6,25 g di olio (io 6g)
  • 15,62g di acqua (io 16g)
  • 15,62g di vino (io 15g)
  • 10,4g di parmigiano (io 10g)
  • 2 uova piccole bio
  • 30g di cipolla
  • sale q.b
  • pepe q.b.
  • maggiorana
Tempo di preparazione
1h circa + 2h di riposo della pasta (ci vuole solo un'ora per impastare e poi comporre la Pasqualina sole se cuocete la bietola nelle due ore in cui la pasta riposa... altrimenti dovete contare almeno una mezz'oretta in più)

Preparazione
Prepariamo la sfoglia. Impastiamo la farina con l'olio, un po' di sale (io 2g), l'acqua e il vino. Cerchiamo di ottenere un impasto morbido ma non appiccicioso. Copriamo e facciamo riposare per circa 2 ore.

Prepariamo il ripieno. A me era già bello e pronto... altrimenti bisogna far saltare in padella la bietola, privata di quasi tutto il gambo, con olio evo, cipolla e maggiorana fin quando non è cotta. Facciamola raffreddare.
Aggiungiamo la ricotta, il parmigiano, un po' di sale, pepe, maggiorana e un uovo leggermente sbattuto.

Stendiamo la sfoglia. Questo passaggio deve essere fatto rigorosamente a mano. Prima con il mattarello, poi con i pugni infarinati e poi rigirandola nelle mani... arghhhhhh!!! Sicuramente la parte più difficile :D. Io sono andata dolo di mattarello.. le sfoglie erano troppo piccole per poterle prendere a pugni :D. Vi consiglio cmq di stenderle una per volta altrimenti la pasta si potrebbe ritirare o seccare troppo.

Componiamo la Pasqualina. Mettiamo il primo strato di sfoglia in una cocotte, precedentemente spennellata d'olio, copriamolo con un altro strato di sfoglia e spennelliamo anche questa. Riempiamo con il ripieno, realizziamo una piccola fossetta e mettiamoci l'uovo intero. Copriamo con altre due sfoglie, tirate molto sottili e spennelliamo di olio ogni sfoglia. Posizioniamo la cannuccia sulla seconda sfoglia, mettiamoci sopra la terza (in verità è la quinta ;)), spennelliamo di olio e cominciamo a richiudere le sfoglie, formando un cordoncino, con la pasta eccedente. Soffiamo con la cannuccia fino a che non si sarà formata una bella cupoletta; sfiliamo velocemente la cannuccia e sigilliamo il bordo. Inforniamo a 180° (forno ventilato, cottura sopra e sotto) e cuociamo per 20 minuti o comunque fino a quando non è dorata. Cacciamo dal forno e spennelliamo con un altro pochino di olio. Come dice la Vitto, "se l'abbiamo tirata molto sottile, scenderà raffreddandosi"... mmhhh.. speriamo... ahahah!
Facciamo raffreddare, o almeno intiepidire, la Pasqualina e serviamola.


E Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo, sul filo del rasoio, all'MTC di questo mese



martedì 13 settembre 2011

Polpettine di tacchino, vitello e bietola su fettine di limone infarinate

Cosa fare quando 1,2 kg di bietola lessata (totalmente biologica) si impossessa del tuo frigo e non hai assolutamente voglia di mangiarla così com'è?
Eh beh, nel mio caso si ricorre alla polpetta-salvaverdura! Ormai sono diventata un'esperta ;): la carne? Ce l'ho! E se non c'è si può sostituire (riso, pesce, pane...). Le verdure? Ce l'ho, ce l'ho... anche troppe. Parmigiano? Non manca mai. Sale? Pepe? Spezie varie? Anche quelle ci sono. Limoni biologici? Mmhhh, forse questi bisogna procurarseli, ma che sarà mai. E per ultima... la farina? Ma pochi cucchiai eh...
Avete tutto?? Allora anche voi siete pronti per le polpette-salvaverdura!



Ingredienti per circa 60 polpettine (3 per ogni fetta di limone):
  • 600g di bietola al netto dello scarto
  • 300g di macinato di tacchino
  • 350g di macinato di vitello
  • 100g di parmigiano reggiano grattugiato grossolanamente
  • 50g di pangrattato
  • 10g di olio evo
  • 5g di sale
  • pepe
  • 4 limoni biologici
  • farina per infarinare le fette di limone
  • circa 10g di olio evo per la placca
Tempo di preparazione
1h

Preparazione
Lavate la bietola e fatela lessare in acqua bollente per circa 20 minuti o fino a quando le coste non si trapasseranno con una forchetta. Scolatela e fatela raffreddare. 
Strizzatela ben bene e frullatela nel mixer fino ad ottenere quasi una crema. Ponetela in un recipiente ed aggiungete la carne macinata, il parmigiano, il pangrattato, il sale, l'olio evo e una macinata di pepe se piace. Amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
Accendete il forno a 180°,  ricoprite la placca con della carta forno e irrorate con un filo di olio evo. Lavate i limoni, asciugateli e ricavatene da ognuno 5 fette, infarinatele da tutti e due i lati e sistematele sulla placca; formate le polpettine (con circa 20g di impasto) e sistematene 3 su ogni fetta di limone.
Irrorate le polpettine con un filo di olio evo e infornate per circa 15 minuti.
Servite tiepide e Buon Appetito!!!

venerdì 2 settembre 2011

Conchiglioni giganti di Gragnano, ripieni di bietola, fiordilatte, al sugo di pomodoro fresco e provolone di Laviano

Chi vive a Roma, o la conosce un po', sa "cos'è" Castroni... non mi ricordo chi me ne ha parlato qualche anno fa, ma da quando ci sono stata la prima volta non l'ho più abbandonato.
L'unica "concessione" che mi faccio è quella di gironzolare per le varie sedi della città analizzandone differenze, forniture, ecc.
Prima dell'estate mi sono recata in quella di Cola di Rienzo.... sono stata fulminata!! Non importa se per arrivarci devo cambiare tre mezzi (tra le varie linee di metro e metro del mare), "soffrire" un'ora di caldo e folla, farmi un km a piedi e poi rifare tutto al contrario carica di buste... non importa!!! Lì ho trovato prodotti che non pensavo di poter trovare in Italia: salse e peperoncini che avevo visto solo in Messico, prodotti tipici, spezie, insoma, tutto quello che ti stuzzica e che ti serve c'è.
Questa volta mi sono dedicata alla pasta. Dietro specifica richiesta della dolce metà un pacco di spaghettoni Cavalieri (ancora nello "stipo" della cucina... devo decidere cosa farci... la faccio soffrire la dolce metà :)) sono finiti nel carrellino verde del negozio e poi, hanno attirato la mia curiosità, dei conchiglioni giganti della Fabbrica della Pasta di Gragnano realizzati per Castroni...


Qualche mese è passato e sono arrivate nella mia cucina le verdurine dell'orto della suocera... come abbinarle al mio grande amore, la pasta?
Lessa, frulla, trita, inforna, ed è uscito lui....


Il provolone utilizzato per la ricetta è prodotto a Laviano: Laviano è un paesino dell'Irpinia straziato dal terremoto dell'80.  La gente ancora porta dentro il dolore di quella tragedia ma lotta per far ricrescere il paese ormai abitato da poco più di mille persone. L'amore che io ho visto lì per la propria terra non è frequente. 
Le poche aziende del posto producono un provolone buonissimo realizzato con il latte delle mucche che pascolano nelle montagne della zona. Non è Igp, Doc o Dop ma ha un sapore speciale... Se doveste capitare da quelle parti provatelo!

Ingredienti per 2 persone:
  • 160g di conchiglioni giganti Fabbrica della Pasta di Gragnano (circa 5-6 a testa)
  • 600g di bietola al netto dello scarto
  • 125g di mozzarella fiordilatte
  • 400g di pomodori 
  • 80g di provolone maturo di Laviano
  • 50g di acqua di cottura della bietola
  • 50g di acqua di cottura della pasta
  • 30g di olio evo
  • 4g di sale
  • 1 spicchio d'aglio
  • pepe
Tempo di preparazione
1h e 1/2

Preparazione
Lavate e lessate la bietola in abbondante acqua per circa 20 minuti o almeno fino a quando non riuscirete a infilzare le coste con una forchetta. 
Nel frattempo portate a bollore abbondante acqua per la pasta, salate e cuocete i conchiglioni per il tempo indicato sulla confezione (io 15 minuti).
Scolate la verdura e strizzatela, frullatela nel mixer fino ad ottenere una crema e amalgamatela con 50g di acqua di cottura della bietola, la mozzarella grattugiata, 10g di olio, 2g di sale e pepe se vi piace.
Scolate i conchiglioni e riempiteli con il composto ottenuto; fateli riposare mentre preparate il sugo.
Fate dorare lo spicchio d'aglio in 20g di olio evo, aggiungete i pomodori, precedentemente lavati e tagliati a cubetti, e fate cuocere fino a che il sugo non si è ritirato. A questo punto aggiungete l'acqua di cottura della pasta e fate cuocere fino ad assorbimento.
Sistemate metà del sugo sul fondo di una teglia che possa contenere tutti i conchiglioni, posizionate quest'ultimi "ad incastro" e coprite con il sugo rimanente.
Cospargete con lamelle di provolone tagliate con il pelapatate e cuocete in forno caldo, 200° con grill, per circa 15 minuti o fino a quando il provolone non si è dorato. Sfornate e fate raffreddare 10 minuti.
Buon Appetito!!!

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