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sabato 14 giugno 2014

Piadina con ceviche de camarones, fagioli rossi, panna acida e lattuga romana... ¡Qué viva hispanoamérica!


Da più di un mese sono a dieta... dieta per salute. Tolto tutto o quasi: niente carne rossa, niente cioccolata, niente latticini, niente salumi, niente grassi, niente fritti! Niente di niente, insomma! O almeno per me niente di niente ;).
E i prossimi due mesi saranno così! Qualcuno penserà che almeno dimagrisco... neanche quello perchè sto affogando il mio "dolore" nella pasta e patate e, vista la fame che ho, mi fa un baffo anche Capannelle ;).
Ultimo pasto decente è stato il pranzo della comunione di mia nipote, in Romagna e successivo vassoio di cassoni - con dentre di tutto di più - per il viaggio di ritorno. Una sorta di addio alle vecchie abitudini alimentari che mi piacevano così tanto :(.
Ogni tanto però uno sfizio è concesso: può essere un mezzo babà - mentre guardi la dolce metà che si ingozza con gli altri 9 e 1/2 -, può essere un pranzo al giapponese - che ditemi voi, per quanto mi possa piacere il giapponese, pesce crudo e riso che strappo alla regola è-, può essere una bella piadina, con la ricetta di Tiziana, vincitrice dell'MTC del mese scorso, in ricordo di quell'ultima cena.
Questa è la mia prima piadina per l'MTC di questo mese: fresca, creata pensando al mio grande amore.. Messico e dintorni.
Per poterla fare bisogna aspettare un po': per il ripieno mi sono ispirata alle catrachitas e al ceviche de camarones, cioè un piatto a base di gamberoni crudi marinati nel lime e conditi con coriandolo, pomodoro, cipolla, pepe e peperoncino. Come ben sappiamo il consumo di pesce crudo deve seguire ad alcuni importanti accorgimenti per non correre il rischio di ingerire l'anisaki. Sembra che i crostacei non siano "soggetti" a questo parassita ma anche in questo caso ci sono pareri discordanti... ragion per cui, per non correre rischi, io li ho tenuti in congelatore a -20° per 96h. Magari qualcuno mi può dare delucidazioni a riguardo ;)

Ingredienti:
Per 3 piadine (la dose di Tiziana è dimezzata):
  • 250 g di farina 00 (preferibilmente classica blu gran mugnaio del molino Spadoni)
  • 65 g di acqua
  • 65 g di latte parzialmente scremato fresco
  • 50 g di strutto
  • 7 g di lievito per torte salate Pizzaiolo
  • 5 g di sale fine
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio
Per il ripieno:
  • 7 gamberoni freschi "abbattuti" (io in congelatore) a -20° per 96h
  • foglie di coriandolo meglio se fresco (io secco :()
  • 250g di fagioli rossi cotti
  • 5-6 foglie di lattuga romana
  • panna acida (ottenuta con 160g di yogurt greco, 50g di burro fuso, 1/2 cucchiaio di succo di limone... secondo la ricetta di Laurel Evans)
  • succo di 2 lime
  • qualche fettina di cipolla rossa 
  • peperoncino fresco tritato (a gusto)
  • pepe nero
  • sale q.b.
  • olio  evo q.b.
Tempo di preparazione
1h per stesura e cottura + 120h tra "abbattimento" dei gamberoni, scongelamento in frigo e riposo dell'impasto

Procedimento
Cinque giorni prima. Sciacquiamo i gamberoni e congeliamoli a -20° per 4 giorni.
Due giorni prima: prepariamo la piadina. Mettiamo la farina a fontana sulla spianatoia e sistemiamo al centro lo strutto, fatto ammorbidire per circa mezz'ora, il lievito, il bicarbonato e il sale. Cominciamo ad impastare aggiundendo, man mano, l'acqua e il latte leggermente intiepiditi. Lavoriamo l'impasto fino a quando non risulterà liscio e omogeneo. Sistemiamo l'impasto in una ciotola, copriamo con pellicola e facciamolo riposare per 48 ore ad una temperatura massima di 20°. Se la temperatura è superiore, facciamo riposare in frigo.
Un giorno prima. Mettiamo a scongelare i gamberoni in frigorifero.
Due ore prima: prepariamo il ceviche. Puliamo i gamberoni, eliminando la testa, il carapace e il filino intestinale, e tagliamoli a metà nel senso della lunghezza. Sistemiamoli in un piatto fondo e copriamoli, man mano, con il succo di lime, il coriandolo e un pizzico di sale.
Prepariamo la panna acida. Sciogliamo il burro e facciamolo raffreddare a temperatura ambiente.
Uniamo il succo di limone allo yogurt greco e, successivamente, il burro fuso. Mettiamo in frigo a raffreddare per almeno un'ora.
Prepariamo la crema di fagioli rossi. Frulliamo i fagioli rossi con un pizzico di sale e 1/2 cucchiaio di olio evo. Io li ho schiacciati con la forchetta perchè preferisco la consistenza un po' granulosa
Prepariamo la piadina. Ricaviamo dall'impasto tre palline e stendiamole fino ad ottenere una piadina di circa 20cm di diametro e 1/2 cm di spessore.
Per la cottura sarebbe necessario il testo o l'apposita teglia di terracotta; in alternativa io ho utilizzato una padella antiaderente (di quelle con rivestimento in pietra). Regoliamo la fiamma in modo che la piadina non cuocia troppo rapidamente, rimanendo cruda all'interno. Man mano che sono cotte, sistemiamole una sull'altra per mantenerle calde.
E ora pappa! Distribuiamo su metà piadina 1/3 della crema di fagioli ottenuta, l'insalata tagliata a striscioline sottili, qualche fettina di cipolla rossa, il peperoncino, una spolveratina di pepe nero, i gamberoni (divisi ulteriormente in 3 pezzettini) e un paio di cucchiai di panna acida. Pieghiamo a metà e...

Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di Giugno

mercoledì 6 novembre 2013

Choux salati di gòugere al sapore di autunno.... la mia prima proposta per la Swiss Cheese Parade!

Street Food!
Questo il tema del contest Swiss Cheese Parade organizzato da Tery con Formaggi Svizzeri che prevede la creazione di una ricetta a tema Street Food e l'utilizzo di  Gruyère e Sbrinz.
Non vi dico la felicità della dolce metà: quando gli ho comunicato che avrei partecipato, che avrei dovuto provare e riprovare varie ricette e che, naturalmente, lui, il "topolino" di casa sarebbe stato il mio primo giudice e consigliere ho percepito un certo luccichio negli occhi ;).
Per la prima ricetta ho pensato a qualcosa di strettamente mio, della mia vita...
Ho scelto ingredienti semplici: la verza che mi ricorda il mio papà, la zucca invece che mi fa ripensare alla "suocera" e alle bontà che mi dona ogni volta che andiamo a trovarla e le nocciole rigorosamente di Giffoni che mi ricordano la provincia di Salerno, luogo in cui ho passato gli anni forse più spensierati della mia vita.
Quando ho visto quindi la verza, le cipolle, le uova, la zucca e l'olio, tutti prodotti provenienti dall'orto che la "suocera" coltiva ogni giorno con cuore e sudore, ho pensato ad un piatto che li contenesse tutti, dal sapore un po' autunnale e che si sposava benissimo con la "custodia" di gòugere.
Inoltre il fatto che somigli ad un "hot dog" lo rende comodo da mangiare e da... street ;).
Ecco come sono nati i miei Choux salati di gòugere "farciti" con verza, zucca, nocciole Igp di Giffoni e Sbrinz.


Ingredienti per 3 choux:
Per gli choux:
  • 66g di acqua
  • 16g di burro
  • 42g di farina 00
  • 1 uovo
  • 33g di Gruyère grattugiata
  • noce moscata
  • pepe
  • sale
Per la "farcitura":
  • 9g di olio evo
  • 9g cipolla bianca
  • 18g di nocciole IGP di Giffoni sgusciate, tostate e pelate
  • 70g di zucca
  • 75g di verza
  • 5g di sbrinz grattugiato
  • sale

Preparazione
Prepariamo la "farcitura". Soffriggiamo nell'olio evo la cipolla e facciamola imbiondire. Uniamo le nocciole tritate grossolanamente e facciamole rosolare per circa 1 minuto. Aggiungiamo la verza tagliata a listarelle sottili, saliamo leggermente, copriamo con un coperchio e facciamo cuocere a fuoco medio per circa 20 minuti. Mescoliamo di tanto in tanto. 
Prepariamo gli choux di gòugere. Facciamo sciogliere il burro nell'acqua con un pizzico di sale in un pentolino a fuoco medio; quando raggiunge un lieve bollore, togliamo dal fuoco e aggiungiamo tutta la farina. Rimettiamo sul fuoco e mescoliamo fino a quando il composto non si staccherà dalle pareti della pentola. Lasciamolo intiepidire, aggiungiamo l'uovo (del quale avremo conservato 1 cucchiaino) e amalgamiamolo con un mestolo; aggiungiamo anche la Gruyère (anche di questa conserviamone 1/2 cucchiaio), un pizzico di noce moscata e di pepe e creiamo un impasto omogeneo.
Sistemiamo un foglio di cartaforno sulla "placca" di silicone Op-Op della Pavoni, mettiamo l'impasto ottenuto in una sac a poche con una larga bocchetta almeno 2,5 cm (io ho utilizzato la sac a poche senza bocchetta) e formiamo tre cilindri lunghi circa 12cm. Spennelliamo con l'uovo sbattuto conservato e ricopriamo con un po' di Gruyère. Inforniamo e facciamo cuocere a 190°
Aggiungiamo la zucca al ripieno. Mentre gli choux cuociono tagliamo la zucca a cubetti di circa 1,5cm, uniamola alla verza e facciamola cuocere per altri 20 minuti. 
Sforniamo gli choux e facciamoli intiepidire. Spegniamo il gas sotto la verza, insaporiamo con lo  Sbrinz grattugiato e facciamo intiepidire. Tagliamo a metà gli choux, "farciamoli" con il ripieno di verza, zucca, nocciole e sbrinz e mangiamo subito. 



Per la scatola ho seguito le istruzioni che ho trovato in questa pagina

E Buon Appetito!!

Con questa ricetta partecipo al contest organizzato da Tery con Formaggi Svizzeri:


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