domenica 25 novembre 2018

MTC S-Cool- Lezione n.2: la cottura della pasta. Una cacio e pepe spettacolare e le mie boccole cavolfiore viola, nocciole e guanciale

Chi mi conosce sa che non posso vivere senza pasta :). La adoro. Sono stata capace di mangiarla nei più disparati momenti della giornata e di chiedere al dietologo, quell'unica volta che mi sono recata da lui (non perchè non ne avessi o non ne abbia bisogno..), di non togliermela.
Quando è uscita la seconda lezione dell'MTC sono stata felicissima: la cottura della pasta e la sua mantecatura.
Questa volta la nostra insegnante, Greta, ci ha spiegato come cuocere bene la pasta e come mantecarla. Le ricette da realizzare erano due: la cacio e pepe (che io da brava romana di adozione adoroooo) e una ricetta creativa che prevedesse la mantecatura.
La cacio e pepe è una delle paste della tradizione romana che preferisco.
Diciamo che a me la cucina romana, in generale, piace molto, ma questa ricetta in particolare la trovo semplice ed essenziale, che racchiude l'identità di un popolo che, dopo tanti anni di vita qui, continua a sorprendermi. Qualche volta, nelle poche occasioni in cui siamo riusciti a concederci un momento per noi, io e e il bradipo, siamo andati da Felice Al Testaccio. Questo storico ristorante capitolino sembra sia particolamente conosciuto per la sua cacio e pepe.  In effetti è una delle più buone che abbia mangiato e il gesto teatrale e scenico dei camerieri che portano il piatto al tavolo con una montagna di pecorino sopra e con dei movimenti tutti loro te la traformano in una delizia, è assolutamente da vedere. Avevo anche provato  a rifarla ma il risultato non mi aveva soddisfatto pienamente. Allora questa era l'occasione giusta. Forse sono stata fortunata (la solita fortuna dei principianti ;)) e al primo tentativo, seguendo i consigli di Greta passo passo, sono riuscita ad avere il risultato sperato. Una cacio e pepe cremosa, saporita con il giusto equilibrio tra sapidità e piccante (quello del pepe).
Per la versione creativa ho pensato di mettere insieme ingredienti che amo particolarmente: il cavolfiore (quando si sparge per casa l'odore di broccoli o cavolfiore io sono felice... sono strana lo so!), il guanciale, le nocciole e il pepe. Fatta la prima versione. Il risultato non è quello sperato: i broccoli avevano perso il colore originale, nonostante olio e grasso del guanciale e acqua di cottura non si era creato quel giusto velo che avvolge la pasta e che ci dice che lamantecatura è stata fatta nel modo giusto. Dopo ricevuto qualche ulteriore consiglio da Greta e da Maria Pia, ci ho riprovato. Inutile dire che avevo comprato guanciale, nocciole e cavolfiore da poter provare al ricetta almeno per altre 3-4 volte. Io sono caparbia.. non mi arrendo. Ci dovevo riuscire. Ditemi voi se ci sono riuscita ;)

Per la Cacio e Pepe:

Per due persone:
  • 200g di spaghetti (io ho usato lo spaghetto quadrato della Garofalo)
  • 60g di pecorino romano DOP stagionato almeno 12 mesi
  • pepe nero in grani tostato e pestato in un mortaio

Avremo bisogno assolutamente di:
  • Una padella di acciaio o alluminio (l'antiaderente non serve in questo caso) con i bordi ben stondati per mantecare
  • Una bastardella di acciaio
  • Una frusta
  • Una pentola per la cottura della pasta

Cominciamo.
Prepariamo il  pecorino e il pepe. Grattugiamo finemente il pecorino e mettiamo da parte. Per il pepe è necessario fare qualche passaggio in più. Qualche anno fa, feci una lezione a Taste of Roma con Arcangelo Dandini. In quell'occasione ci fece vedere la tostatura e macinatura del pepe; questo processo gli conferisce un aroma particolare e molto intenso. Da allora non ho mai smesso di tostarlo e pestarlo nel mortaio.
Allora, dobbiamo mettere i grani di pepe in una padella e, a fuoco medio, dobbiamo farlo tostare. E' necessario spegnere il fuoco appena si comincerà a sentire uno scoppiettio. Facciamo raffreddare e pestiamo in un mortaio. Anche il pepe è pronto.
Prepariamo la pasta. Cuociamo la pasta in abbondante acqua salata. Attenzione però, bisogna calcolare almeno 1 litro di acqua ogni 100g di pasta e, per la cacio e pepe, 4-5 grammi di sale per litro d'acqua.
Calcoliamo il tempo di cottura in pentola sottraendo 3 minuti dal tempo di cottura indicato sulla confezione.
Prepariamo la crema. In una bastardella d'acciaio mettiamo il pecorino e cominciamo ad amalgamarlo ad un po' di acqua di cottura della pasta con una frusta. Lavoriamo il formaggio con la frusta fino ad ottenere una crema. Teniamo il caldo la crema. Questo passaggio deve essere fatto all'ultimo proprio perchè altrimenti il formaggio tenderà a separarsi dal suo grasso.
Prepariamo la cacio e pepe. Mettiamo la pasta, scolata con le pinze, nella padella con un filo di olio extravergine, il pepe e tanta acqua di cottura quanta ne serve per continuarne la cottura (a me sono serviti circa un paio di mestoli). Mescoliamo la pasta, aiutandoci con una pinza (come nel video di Greta), posizionandola al centro e facendo roteare la pasta, muovendo la padella in senso antiorario. Quando è cotta, togliamolo dal fuoco e aggiungiamo la crema di pecorino. Saltiamo velocemente la pasta, sempre fuori dal fuoco, e serviamo bella calda. Aggiungiamo un altro pizzico di pepe.


Dobbiamo essere velocissimi nel servirla perchè la crema si rassoda velocemente.

Adesso passiamo alla versione creativa.
Per le boccole cavolfiore viola, nocciole, guanciale e pepe

Per due persone (porzioni mooolto abbondanti):
  • 100g di guanciale
  • 25g di nocciole pelate e tostate (circa 20)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 300g di cavolfiore viola, già al netto dello scarto
  • 160g di boccole (o una pasta con almeno 13 minuti di cottura per potersi sincronizzare con la cottura del cavolfiore)
  • 2 cucchiai di aceto 
  • pepe nero tostato e pestato in un mortaio
Cominciamo.
Prepariamo le nocciole. Tostiamo le nocciole e, quando si saranno raffraddate, tritiamole grossolanamente.
Prepariamo il guanciale. Tagliamo il guanciale a pezzetti e facciamolo rosolare nella padella, anche questa volta d'acciaio o di alluminio. Quando è dorato togliamolo dalla padella con un ragno e conserviamo in caldo. 
Prepariamo la pasta e il cavolfiore. Dividiamo il cavolfiore in cimette. Prepariamo la pentola per il cavolfiore aggiungendo l'acqua (circa 2 litri) e l'aceto. Prepariamo invece quella per la pasta con almeno 1,6 litri di acqua e 6-7 grammi di sale per litro (un po' di meno degli 8-10 grammi utilizzati per gli altri piatti di pasta per la presenza del guanciale). Portiamo emtrambe le pentole a ebollizione.
Cuociamo il cavolfiore e la pasta per circa 8 minuti (5 minuti in meno del tempo indicato sulla confezione - cottura al dente). Passato questo tempo aggiungiamo in padella la pasta, il cavolfiore (scolati con un ragno), il pepe, l'olio, metà nocciole e tanta acqua della pasta quanta ne serve per continuare la cottura (a me ne sono serviti circa 3 mestoli).
Muoviamo la padella in senso antiorario, cercando di non allontanarla mai dal fornello e facciamo proseguire la cottura fino a quando non si creerà una cremina che avvolgerà ogni chicco di pasta. Togliamo dal fuoco e aggiungiamo velocemente il guanciale e le nocciole rimaste (tenendone da parte un pochino per decorare il piatto). Facciamo saltare la pasta fuori dal fuoco per pochi secondi.

Sistemiamo velocemente nei piatti e serviamo decorando con il guanciale, le nocciole e un pizzico di pepe.

Con queste due ricette metto in pratica le lezioni della MTC S-Cool... la scuola più bella del web.





mercoledì 14 novembre 2018

Mag about food presenta... il calendario dell avvento

N.b: I pacchettini e i coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

Natale si avvicina.
Mai come quest'anno si sono cominciati a vedere panettori in giro per i supermercati a inizio ottobre, quando ancora non avevamo fatto nemmeno il cambio di stagione.
Questi segnali così precoci del Natale a volte fanno svanire l'attesa, il contare giorno dopo giorno l'arrivo di un momento religioso e familiare così importante.
Noi vogliamo riprenderci l'attesa, il conto alla rovescia, l'aspettare e il saper aspettare.
E quale modo migliore se non il Calendario dell'Avvento.
Un giorno alla volta. Un pensiero alla volta.
E quindi eccoci di nuovo con la nostra meravigliosa (lasciatemi gongolare un pochino) rubrica di Mag About Food sul DoItYourself.
Questa volta abbiamo pensato ad un Calendario dell'Avvento fatto tutto da noi: la struttura, i pacchettini e possibili regalini da inserire li potrete trovare dalle nostre Manuela, Gaia e Chiara.
Cosa aspettate a correre dalle mie amichette e su Mag About Food per vedere questi bellissimi e semplicissimi tutorial?
Anch'io mi sono dedicata ai contenuti con segnaposto

orecchini

N.b: I coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

N.b: I pacchettini li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

 
e chiudipacco/decorazioni per l'albero.


N.b: I pacchettini e i coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

Se questi piccoli oggetti che ho realizzato vi sono piaciuti, a seguire troverete i tutorial per poterli realizzare.

Bastoncini di zucchero


Omini di pan di zenzero


Pacchetti regalo


Ghirlanda di Natale


Pupazzo di neve


Pinguino


Spero tanto che questi tutorial vi siano piaciuti...
Alla prossima :)
Eli

mercoledì 24 ottobre 2018

Un DIY da pauraaaaa!!! Segnaposto orribilosi per Mag About Food


Chi ha paura dei fantasmi???!!!
Streghe, pipistrelli, spettri, zucche animate e tombe inquietanti... Attenzione!! La notte più spaventosa dell'anno si sta avvicinando!!!
E con lei tutto quello che potete preparare per rendere il vostro Halloween una meravigliosa serata a tema, con oggetti originali e fatti a mano.
Per questa festa noi, le quattro streghette dell'MTC, con la Redazione di Mag About Food abbiamo pensato a un DoItYourself tutto da paura.
A partire da una tavola piena di fantasmi della nostra Manuela, a dei segnabicchieri morbidosi con Chiara. Alla parte croccante ci ha pensato Gaia, con la sua zucca e i suoi confetti spettrali.
Cosa aspettate a correre da loro e su Mag About Food per vedere le meraviglie create per voi??!!

Ed io? Vi chiederete...
Per voi dei segnaposto tutti orribilosi... Qui troverete i 5 tutorial per poterli realizzare.

Lapide


Zucca


Pipistrello


Strega


Fantasmino

Spero tanto che vi siano piaciuti.
A presto :)

martedì 25 settembre 2018

Il mio cestino del pane per l'MTC S-cool... a scuola più bella che c'è ;)


Non pensavo di farcela... prima di tutto ad entrare nella scuola più bella del mondo :D e poi a pubblicare in tempo il primo compito a casa.
Chi mi segue sa che arrivo sempre alla fine... ma questa volta speravo di non essere proprio tra gli ultimi... ma la zona Cesarini ormai è mia! ;)
Quella che era il gioco più bello del web adesso si è trasformato in una bellissima scuola di cucina (ma in effetti lo era anche prima) di cui, con grande orgoglio, faccio parte anch'io.
La prima lezione richiedeva la creazione di un cestino del pane che prevedesse Focaccia, pane, panini e cracker o grissini.
Non mangio tantissimo pane anzi,  a volte, potrei cenare tranquillamente senza sentirne la mancanza, ma, forse per la legge del contrappasso, adoro panificare e impastare lievitati soprattutto salati... Amo le mani nella farina, l'odore dell'impasto che lievita e vederlo crescere mi dà la sensazione ogni volta di fatto una piccola magia. Per non parlare poi dell'odore che si diffonde per casa, che è un po' quello dei panifici, dei ricordi di quando da bambina si entrava nel forno o si mangiava il pane caldo a casa di nonna. Ho seguito anche vari corsi e il bradipo di casa, sempre per la legge del contrappasso di cui sopra, è un vero "mangiapane a tradimento"... ma nel senso letterale e non metaforico del termine! Non vi dico, quindi, quanto lui abbia amato questa prima lezione! Sembrava un bimbo di fronte alle caramelle!
Io per la serata ho pensato ad un menù in bilico tra mare, spezie e agrumi.
Ho deciso quindi, trattandosi di pesce, di non appesantire troppo il cestino e ho insaporito molto leggermente i vari componenti.
Ho seguito le ricette (che riporto fedelmente) e i consigli  delle insegnanti di questa prima lezione (Maria Pia, Annarita, Antonietta, Manuela e Greta <3 grazie mille!) e spero tanto che il mio semplice cestino piaccia.

Il menu' pensato per la serata prevede:

Antipasto
Cozze gratinate al profumo di pompelmo

Primo
Linguine con tartare di gambero rosso con sfere di mandarino


Secondo
Salmone al limone al vapore e
Tagliata di tonno all'arancia

Contorno
Finte patate Hasselback (cioè Hasselback solo nella presentazione)


Nel cestino del pane quindi ho pensato a una focaccia leggermente aromatizzata alla polvere d'aglio, un biove semplice, grissini all'aneto e panini al sesamo.
Se vogliamo preparare il cestino del pane per la cena cominciamo con





1) Focaccia all'aglio:
300g di farina 0
170g di acqua
4g di malto d'orzo
24g di olio extravergine d'oliva
3g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di aglio in polvere

Per l'emulsione.
2 cucchiai di olio + 2 cucchiai di acqua e un po' di sale

Ore 14.  In una ciotola facciamo sciogliere il lievito nell'acqua e malto; Aggiungiamo l'olio d'oliva e amalgamiamo bene gli ingredienti con una forchetta. Cominciamo ad incorporare meta della farina, precedentemente setacciata con la polvere d'aglio, e successivamente il sale. Aggiungiamo anche il resto della farina e incorporiamola aiutandoci con una spatola.
Trasferiamo l'impasto su di una spianatoia infarinata, allunghiamolo leggermente e massggiamolo con il palmo della mano in tre punti. Chiudiamolo su se stesso, aiutandoci con la spatola e ripetiamo questo passaggio altre due volte.
Allunghiamo leggermente l'impasto e, arrotolandolo su se stesso, sigilliamolo dando la forma di una palla. Mettiamo l'impasto ottenuto in una ciotola in farinata e facciamo lievitare per un'ora.
Ore 15,30. Trasferiamo l'impasto di nuovo sulla spianatoia, allunghiamolo leggermente e creiamo delle piccole fossette con le dita. Arrotoliamo l'impasto su se stesso senza serrare troppo e mettiamo nuovamente nella ciotola, con la chiusura verso il basso, a riposare per un'altra ora.
Ripetete il passaggio altre due volte per ossigenare l'impasto (16.35 e 17.40). Prima della terza ossigenazione dividiamo l'impasto in base alle teglie che vogliamo realizzare. Con la dose indicata possiamo realizzare una focaccia da
Ore18.45.  Adesso l'impasto è pronto per essere messo in una teglia ben oleata. Dopo averlo rovesciato molto delicatamente, cominciamo a realizzare con i polpastrelli delle piccole fossette, premendo dal centro verso i quattro angoli. Continuiamo a picchiettare la pasta, fino a quando non comincia ad allargarsi, ribaltandola ogni tanto. Facciamo riposare l'impasto per 30 minuti.
Ore 19.30. Distribuiamo l'emulsione di acqua-olio e sale sulla focaccia e facciamo riposare per altri 30 minuti.
Ore 20. Cuociamo a 250° per circa 10 minuti.

2) Grissini all'aneto
250g di farina 0
115ml di acqua
30g di olio extravergine di oliva
7g di sale
5g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di aneto secco

Procedimento
Ore 14.30. Facciamo sciogliere il lievito di birra nell'acqua. Disponiamo la farina setacciata sulla spianatoia e aggiungiamo l'aneto, l'acqua, l'olio e il sale (non a contatto con il lievito, su di un lato).
Impastiamo fino ad ottenere un impasto morbido, non appiccicoso, e facciamo lievitare fino al raddoppio (a me un'ora e mezza).
Ore 16.30. Spostiamo l'impasto sulla spianatoia per appiattirlo delicatamente con le mani, senza sgonfiarlo. Con la spatola otteniamo dei piccoli cilindretti, che allungheremo delicatamente aiutandoci con un po' di semola.
Spostiamo i grissini ottenuti sulla teglia ricoperta di carta da forno e facciamo cuocere in forno caldo (200°) per 10 minuti. Quando avremo ottenuto una doratura uniforme togliamo dalla teglia e facciamo raffreddare completamente. Per mantenerne la fragranza, possiamo conservarli in un contenitore a chiusura ermetica.


3) Panini al sesamo
100g di farina manitoba
60g di farina 0
100ml di latte tiepido
6g di lievito di birra
12g di burro
1/2 uovo per l'impasto e 1/2 per spennellare
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di olio di sesamo

Ore 15. Impastiamo tutti gli ingredienti fino ad ottenere una massa morbida che faremo lievitare per alemeno un'ora (meglio se sono due).
Ore 17.30. Impastiamo nuovamente la massa, sgonfiandolo delicatamente, e formiamo delle palline da circa 75-80g l'una. Sistemiamole in una teglia ricoperta di carta da forno e spannelliamo la superficie con l'uovo rimasto. Facciamo lievitare per un'altra ora.
Ore 19. Cuociamo in forno caldo 200° per circa 10 minuti, con un pentolino d'acqua.


 
4) Biove semplice 
Ingredienti
250g di farina 0
140ml di acqua
10g di strutto
10g di lievito di birra
5g di malto
4g di sale fino

Ore 16. Setacciamo la farina e disponiamola a fontana sulla spianatoia. In una piccola fossetta a lato aggiungiamo il sale. Sbricioliamo al centro il lievito di birra e aggiungiamo con delicatezza l'acqua. Cominciamo ad impastare aggiungendo gradualmente la farina. Aggiungiamo il sale, lo strutto e il malto e cla farina per ottenere una pastella abbastanza sostenuta. Aiutandoci con una spatola incorporiamo tutta la farina. Cominciamo ad impastare con le mani e aggiugiamo acqua se necessario. Dovremo ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Lavoriamo la pasta con forza per almeno 10 minuti, copriamo a campana e facciamo riposare per 20 minuti.
Ore 17. Dividiamo l'impasto in due parti e formiamo dei filoni lunghi e stretti che stenderemo in rettangoli di circa 1,5 metri per 6-7 cm (le strisce dovranno essere alte circa 3-4 millimetri). Man mano che stendiamo l'impasto, arrotoliamolo come se fosse una garza.
Infariniamo un panno da cucina molto pulito e sistemiamo i due rotoli di pasta come nella foto,
aiutandoci ai due lati da supporti (per esempio pacchi di zucchero).
 

Copriamo con un altro panno e facciamo lievitare per 30-40 minuti.
Ore 18. Facciamo preriscaldare il forno a 200° in modalità statica. Delicamente tagliamo per il lungo i due rotoli di impasto e sistemiamoli, con il taglio rivolto verso l'alto, su una teglia. Incidiamo ulteriormente per circa 1cm di profondità. Facciamo cuocere per circa 25-30 minuti. E' pronto quando bussando sul fondo suona vuoto. Se così non odvesse essere, abbassiamo la temperatura di 10 gradi e facciamolo cuocere fino a quando non è pronto.
Facciamo raffreddare su una gratella.

Questo l'interno di focaccia, panini e biove


Con questa ricetta partecipo all'MTC S-cool :D

sabato 23 giugno 2018

In viaggio con Mag About Food... un po' di vacanza sempre con noi

Il viaggio.
Prima di tutto uno stato mentale. Poi, anche fisico.
Molti dicono che è una metafora della vita. O che la vita è un viaggio continuo.
Mah... comunque sia, io sono convinta che la possibilità di viaggiare ci apra la mente, ci dia la possibilità di conoscere nuovi luoghi e nuove culture, di spostarci dall'occhio di bue che c'è quando mettiamo noi (e il nostro mondo) al centro di ogni cosa.
C'è altro lì fuori. Ed è qualcosa di vermente meraviglioso.
A questo abbiamo pensato (noi, le 4 del DIY :D :D) insieme alla redazione di Mag About Food, al viaggio.
Con il bellissimo banner della Mai
Per chi parte e vuole portare con sè tutto il necessaire, Chiara ha realizzato un bellissimo Beauty fai da teGaia delle etichette da utilizzare per non perdere le valigie e Manuela delle agende midori, per poter appuntare tutto quello che ci colpisce, disegnare e conservare scontrini e biglietti.
Ed io???
Io ho pensato a chi è appena tornato da un viaggio o non può partire.
Per loro (e ci sono anch'io nella seconda categoria) il viaggio deve essere nella testa, in noi e sempre con noi.
Per questo ciondoli, orecchini, bracciali o portachiavi ci possono ricordare sempre che anche una passeggiata nel centro della più vicina città o una scampagnata fuori porta possono essere belle come, e a volte di più, di un we a Parigi.
Per questo ho preparato 5 tutorial. Uno per ogni oggetto, uno per ogni vostra preferenza. L'ultimo, il quinto, riguarda l'assemblaggio dei vari oggetti "finali". 
Eccoli qua... lo so che sembrano tutti uguali ma è solo perchè hanno la stessa anteprima :D

Cominciamo con la macchinetta fotografica un po' vintage.

Conitnuiamo con il nostro mappamondo. Scegliamo un punto e partiamo.

Invece che ne dite di una bella valigia dove poter chiudere tutto quello che ci pare?
Ci piace di più la mongolfiera? Ecco il tutorial per poterla realizzare

Come facciamo adesso a creare orecchini, bracciali o portachiavi? Qui la soluzione:


Spero tanto vi piacciano e che possano racchiudere i vostri sogni da viaggiatori <3




sabato 9 giugno 2018

Tostada di riso con faraona affumicata al caffè (a cottura controllata), sorbetto e sfoglie di fragole e gelatine al limone



Mi è sempre piaciuta, guardando MasterChef, la prova con la Mystery Box. Mi è sempre piaciuta ma allo stesso tempo mi terrorizzava.
Il primo pensiero andava ai possibili abbinamenti e da casa a volte poteva  anche sembrare facile...

E poi arriva la MTC S-Cool.. e poi la MysTery Cloche.
FARAONA, TRIGLIE, RISO, CAFFE', FRAGOLE, LIMONE, PISTACCHI.
Questi i sette ingredienti disponibili. Quattro quelli da utilizzare. Una piccola dispensa dalla quale poter rubare qualche ingrediente.
Mai provata la faraona (strano eh?!), mai provata con le fragole e meno che mai con il caffè (non ne bevo e non mi piace). Ho voluto osare e superare i "miei" limiti personali. Dalla dispensa ho cercato di prendere meno ingredienti possibile... zucchero, cipolle, olio, gelatina.
Quindi Faraona, caffè, Limone, Fragole, riso. Ho affumicato a freddo con il caffè. Ne è venuta fuori un affumicatura delicata, che non mi aspettavo. Per tempi e temperatura di cottura della faraona ho seguito le indicazioni di Bottura; per la ricetta delle tostadas, invece, ne ho utilizzata una de Il grembiulino infarinato.
Io ci ho provato. A me l'abbinamento è piaciuto molto. Mi è sembrata una ricetta fresca e inusuale. Le fragole e le gelatine di limone contrastano e "addolciscono", senza coprirlo, il sapore della faraona.  E quel piccolo tocco di cipolla secondo me è prezioso. Grazie MTC! Siete sempre una grande S-Cool :)

Per 6 persone:
Per 12 tostadas
  • 150g di riso carnaroli
  • 100ml di acqua
  • 20ml di olio di oliva
  • 1 pizzico di sale
Per la faraona
  • il petto e le sovracosce di una faraona
  • 30g di riso basmati
  • 2 cucchiaini di caffè in polvere
  • sale
 Per 6 gelatine al limone
  • 15ml di succo di limone
  • 10ml di acqua
  • 12g di zucchero
  • 2g di fogli di gelatina (circa 1/2 foglio).
Per il sorbetto e 6 sfoglie di fragole
  • 125g di fragole al netto dello scarto
  • 50g di zucchero
  • 60ml di acqua
  • 15ml di succo di limone
Per servire
  • qualche strisciolina di cipolla rossa di Tropea Igp 
  • caffè in polvere

Tempo di preparazione
Più di 24h ma ne vale la pena ;)


Cosa ci serve
Pentole varie ;), essiccatore, pentola per la cottura a temperatura controllata, frullatore a immersione o frullatore, cartaforno, un colino a maglie strette

Procedimento
Il giorno prima. Alle 16 circa. 
Prepariamo la faraona. Cominciamo ad affumicare la faraona mettendo in una pentola alta il riso e il caffè in un cartoccino aperto formato da due fogli di carta stagnola. Chiudiamo con coperchio, accendiamo a fuoco medio e aspettiamo che si formi la colonnina di fumo all'interno. Quando si sarà formata, mettiamo la faraona (senza pelle e incisa con un coltellino) nella pentola, in un contenitore per la cottura a vapore, spegniamo il fuoco, chiudiamo con coperchio e lasciamo affumicare per 30 minuti. 
Il riso e il caffè dopo l'affumicatura

Sistemiamo il petto e le sovracosce sottovuoto (in sacchetti separati) con un pochino di sale e cuociamo a cottura controllata a 65° per 24 ore.
Il giorno della cena. Alle 14 circa. Prepariamo il sorbetto. Facciamo sciogliere lo zucchero nell'acqua e limone a fuoco dolce per circa 2-3 minuti. quando lo zucchero è completamente sciolto, spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare completamente. Nel frattempo sistemiamo nel congelatore un contenitore dove riporre successivamente il sorbetto. Tagliamo le fragole a pezzetti e frulliamole nel mixer. Passiamole in un colino a maglie strette (io ho usato un chinoise) per eliminare i semini.  Uniamo la polpa di fragole allo sciroppo di acqua, zucchero e limone nel contenitore che abbiamo prima messo in congelatore; facciamo rassodare per circa 4 ore, mescolando ogni mezz'ora circa.
Prepariamo le sfoglie di fragole. Visto che molti preparano il sorbetto con tutta la polpa e tutti i semini non ho voluto buttare la polpa delle fragole che non sono riuscita a passare al chinoise. Si tratta di circa un cucchiaio di polpa e semini. Distribuiamo la polpa rimasta su di un foglio di cartaforno della grandezza del vassoio dell'essiccatore, realizzando con un cucchiaino delle sfoglie (6) di circa 4 cm di diametro. Essicchiamo per 5 ore a 50°.
A destra le sfoglie di fragole e a sinistra la cartaforno senza sfoglie

Prepariamo le gelatine. Sciogliamo lo zucchero nell'acqua e limone in un pentolino a fuoco dolce, aggiungiamo il foglio di gelatina (precedentemente messo in ammollo -seguendo le istruzioni sulla confezione- e strizzata) e mescoliamo bene. Distribuiamo in stampi in silicone a semisfera del diametro di circa 2cm. Mettiamo in frigorifero e facciamo rassodare per circa 4 ore.
Alle ore 16. Togliamo la faraona dall'acqua e facciamo raffreddare a temperatura ambiente per circa 2 ore.
Alle ore 18. Togliamo la faraona dal sottovuoto e ricaviamo 12 piccole porzioni di "filacci di carne".
Alle ore 19,30. Prepariamo le tostadas di riso. Frulliamo il riso per circa 5 minuti o cmq fino a quando non otteniamo una farina a grana fine. 

A me è rimasta leggermente granulosa: non è stato un effetto voluto ma alla fine la presenza di minuscoli "granelli" di riso ricordava molto le tostadas di farina di mais. Prepariamo un foglio di cartaforno della grandezza della padella che useremo per cuocere le tostadas. Mescoliamo in un piatto tutti gli ingredienti e con le mani creiamo delle piccole palline di impasto che stenderemo con le mani e che sistemeremo sulla cartaforno. 
Attenzione a non bruciare la cartaforno ;)... si vede la consistenza un pochino granulosa.
Cuociamo a fuoco medio per circa 3-4 minuti per lato. Togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
Ore 20.30. Prepariamo le tostadas. Sistemiamo su ogni tostada una piccola porzione di faraona, qualche strisciolina di cipolla rossa Igp di Tropea un cucchiaio di sorbetto di fragole e un po' di polvere di caffè. Sistemiamo in ogni piatto due tostadas  e completiamo con una sfoglia di fragole con una gelatina di limone e...
Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo alla MTC S-Cool con la MysTery Cloche 
https://www.mtchallenge.it/2018/05/12/mtc-s-cool-la-mystery-cloche/#comment-29558

giovedì 24 maggio 2018

Fiore di cactus o quasi per Mag About Food

Lei è spinosa come quel suo maledetto cactus!
(Fiore di Cactus di Gene Sacks, 1969) 


A volte siamo spinosi. Difficili, impenetrabili. Proprio come dei cactus o le loro figliolette, le succulente o piante grasse.

Io adoro i fiori ma in questo mondo di eterne primavere, di supereroi (proprio come dice Cremonini, Nessuno vuole essere Robin), lo ammetto, <<io sono una pianta grassa!>>.

Al di là della mia sempre rotondetta forma fisica, mi sono sempre sentita un po' spinosa, a volte un po' algida, ma con qualcosa di nascosto - forse quel meraviglioso fiore che solo le succulente hanno - da mostrare solo a chi riesce a superare la dura corazza.

Quindi, per la rubrica del DIY di MAG ABOUT FOOD ho pensato di realizzare delle calamite con delle piccole piante grasse. Per voi il tutorial per poterle realizzare




Ma anche questa volta, naturalmente non sono sola... con me ci sono le mie amichette creative: Chiara con un bellissimo portafoto a forma di fiore, Manuela con dei vasetti lavagna sui quali si può addirittura scrivere e Gaia con delle bottiglie portafiori per poter dare un tocco di freschezza alle nostre stanze.

Eccoci qua, a parlarvi di fiori per poter aprire le nostre case a questo timido sole primaverile.
Che cosa aspettiamo??!! Mettiamoci al lavoro :D

mercoledì 25 aprile 2018

Per quanto tempo è per sempre? Segnalibro di Alice nel Paese delle Meraviglie alla ricerca di sè per Mag About Food



Alice: Per quanto tempo è per sempre?
Bianconiglio: A volte, solo un secondo.

Quante volte ci è capitato di trovarci in situazioni in cui il tempo non sembrava passare mai.
E quante volte, invece vorremo che il tempo si fermasse per poter fare quello che ci piace.

Con il tempo libero capita spesso. A me capita quando leggo, quando cucino o quando lavoro le paste polimeriche. Passerei delle ore su ogni singola creazione, pagina, ricetta... 

La cosa fondamentale è organizzare bene le proprio giornate per poter dedicare un po' di tempo a quello che ci piace fare. Mi è capitato di notare che molte volte che le giornate impossibili sono quelle più prolifiche, quelle durante le quali la nostra mente non si atrofizza e non resta lì impassibile a guardare il susseguirsi dei secondi, dei minuit, delle ore...

Io sono un'amante della tecnologia ma, per quanto riguarda i libri, non ho ancora abbandonato la carta. Mi piace l'odore di un libro nuovo, sfogliarne le pagine e vedere in modo tangibile quanto manca alla fine.
E visto che ogni libro è un percorso, un strada che ci cambia e che ci dice anche un po' chi siamo, la domanda è proprio quella del Brucaliffo: Chi sei tu?
 
Quindi per questa giornata dedicata da Mag About Food a quello che ci rende felici, ho pensato a dei segnalibri... con Alice. Personaggio meraviglioso del romanzo di Lewis Carroll e per me emblema del "perdersi" nei propri sogni sarà il nostro piccolo oggetto da realizzare in paste polimeriche.


Per voi ho disegnato anche i due segnalibri cartacei da unire, con un piccolo nastrino azzurro, alla nostra bambolina.


Spero che questo segnalibro vi piaccia e che come una piccola bussola vi indichi la strada per il prossimo libro da leggere, per il prossimo bivio da prendere.

Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.”
.
“Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza.”

A questa meravigliosa giornata del relax di Mag About Food partecipano anche le mie amichette creative con degli oggetti meravigliosi: Chiara con un bellissimo acchiappasogni, Gaia con una sfiziosa mascherina per dolci sogni e Manuela con delle simpaticissime custodie per kindle, per occhiali o dei segnalibri in feltro. Tutto rigorosamente home-made.
Beh... che fate ancora qui ;)?!

https://www.mtchallenge.it/2018/04/25/do-it-yourself-relax-fai/

Tortilla de patatas classica e gnocchi di patate ripieni di uovo "bavoso" :) con crema di cipolle affumicate e asparagi



In casa mia tutto quello che viene fatto con le uova e con le patate è quasi sacro.
Tutti i piatti della mia infanzia, quelli che cucinavano di più i miei genitori contengono questi due meravigliosi ingredienti.
E la Tortilla de patatas, ricetta scelta da Mai per questo "ultimo e primo" MTC, li racchiude entrambi.
L'MTC cambia. E con questa ricetta si chiude (e si riapre, anche se con forma diversa) un cerchio che si era aperto molto tempo fa.
Non posso dire che a casa mia si cucinasse la tortilla perchè la tortilla non è una semplice frittata di patate, ma posso dire che qualcosa di simile c'era, ed è uno di quei comfort food che non ho mai abbandonato. L'espressione, seppur in forma diversa, di un paese che amo tantissimo e che mi ha dato tanto.
Per questo posso dire che anche per me è la chiusura perfetta di un percorso meraviglioso e l'inizio di un altro, che in un modo o nell'altro mi darà tanti strumenti e che si accompagnerà con la solita  voglia di imparare, che credo non mi abbia mai abbandonato.
La Mai, nel suo post, ci spiega molto dettagliatamente come realizzare una tortilla de patatas che si rispetti e ci chiede di riprodurla in due versioni: una classica e una rivisitata.
Per la versione classica ho riprodotto fedelmente la versione originale (dosi per padella da 25 cm), accompagnandola con una ciambotta eretica (realizzata solo con peperoni friggitelli, melanzane e pomodorini ciliegina... perchè patate e cipolle erano già nella tortilla ;)).

Per la versione rivisitata per prima cosa mi è venuto in mente l'uovo "bavoso"... da lì il mio pensiero è volato ai Fagottelli alla carbonara di Heinz Beck e da lì ancora al penultimo MTC sull'affumicatura. Poi è ritornato sulle frittate di asparagi che preparava la mia mamma... con quelli appena raccolti selvatici, leggermente amarognoli. E da lì sono ritornata alle patate. Quindi mi è venuto in mente di riempire le patate come avevo fatto per un MTC circa due anni fa che mi era piaciuto tantissimo, con il cuore morbido, di usare anche gli asparagi  e di affumicare le cipolle. Per il cuore morbido ho dovuto studiare un po'. Sono partita dalla ricetta di Beck e, passando per le istruzioni "scientifiche" di Lo Cascio, sono arrivata a questo risultato. Per l'affumicatura ho seguito il post meraviglioso di Greta e finalmente sono riuscita a provare quella fatta con il riso. Vediamo un po' cosa è uscito da questo brainstorming. Perdonatemi se riesco a pubblicare solo oggi ma, nonostante avessi fatto foto e preparato i piatti già da qualche giorno, la scorsa settimana non ho avuto tregua a lavoro.
Cominciamo dalla tortilla classica. Per la preparazione vi lascio alla descrizione dettagliatissima della Mai.

Ingredienti per una tortilla di 25cm:
  • 1,2kg di patate (già al netto dello scarto, pelate)
  • 11 uova medie (sempre dispari come dice Mai)
  • 1 cipolla dorata
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Per la ciambotta (o cianfotta) eretica:
  • 400g di friggitelli
  • 400g di melanzane
  • 400g di pomodorini ciliegia 
  • olio extravergine di oliva (circa 50g)
Tempo di preparazione
45 minuti

Preparazione
"Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari* e friggetele con del olio in una padella molto capiente, e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate. 
Chi dice a dadini chi a giuliane chi come me li fa "alla buona" ossia tutti irregolari, perché mi da la sensazione che in questo modo si amalgamano meglio tra di loro e la tortilla venga più compatta.
Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo, ma visto il peso non ve lo consiglio, se non siete pratici in sollevamento pesi... o come dico spesso « se avete i polsi collaudati».


In un recipiente, sempre molto capiente, sbattete le uova e salate, pensate che le patate vano anche loro regolate di sale.
Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, oserei dire fritte e croccanti, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l'olio ma lasciarlo nella padella.
Amalgamare e controllare di sale, (a me questo momento piace da matti, tanto che rischierei di mangiarmi tutto e… Adios tortilla!).
A questo punto versate il composto nella padella, a fuoco basso, procurando non bruciarlo. Con il mestolo di legno, mi raccomando, controllare che non si attacchi anche se il massimo per una tortilla de patatas è il gioco di polso facendo si che questa si muova dentro la padella e non si attacchi, ovviamente non dovete essete sostenuto con l'Oglio, si era capito vero? ;)
Ed ecco che adesso viene la parte più temuta... GIRARLA! 
Niente panico!!!
Dovete soltanto avere un piatto piato, abbastanza grande da coprire giusto la padella, datemi reta e inumiditelo con dell'acqua dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non farete fatica a rovesciarla, altrimenti vi assicuro che l'uovo si appiccica!
Allora, ci siamo? Facciamolo insieme:
mettiamo il piatto sulla padella, appoggiamo la mano sopra mentre con l'altra mano prendiamo la padella e la giriamo, accompagnando il piatto.
Stop!
Fatto!
Ma non è finita perché ora viene una parte al tanto quanto importante, quella del rimboccare la tortilla, mi raccomando sempre con un mestolo di legno, e in questo caso con la parte concava, e cominciate a rimboccare tutto intorno la frittata, come quando fate il letto, non so se mi spiego… ma con questo trucchetto è come si ottiene quel "effetto cuscinetto imbottito" che fa tanto figo!
Molt bé! Adesso siamo alla fine, potete far scivolare la tortilla dalla pentola stessa su un piatto se volete, ma io vi consiglio di ripetere lo stesso procedimento di prima, soltanto che questa volta non serve bagnarlo pere farla scivolare.
Una cosa la quale ci tengo a dire, alla quale magari molti di voi arrufferete il naso, è che la tortilla non deve mai risultare sec a o ben cotta dentro, deve risultare "bavosa", "umidiccia" … insomma un po' cruda!"

Ed ecco la mia bella bavosetta :P

Per l'accompagnamento... tagliamo a fettine i friggitelli, a cubetti le melanzane e a 4 parti i pomodorini e facciamoli rosolare nell'olio caldo per circa 20-25 minuti. Regoliamo di sale e serviamo.
Io ho tolto dal fuoco quando erano cotte le melanzane. Ho voluto mantenere un po' più "croccantelli" i friggitelli.

Adesso passiamo alla versione rivisitata... Curiosi??


Ingredienti per 4 persone:
Gnocchi ripieni:
  • 540g di patate della Sila
  • 130g di farina 00
  • 1 uovo medio
  • un pizzico di sale 
  • 100g di asparagi, preferibilmente selvatici, al netto dello scarto (peso lordo circa 200g) 
  • acqua di cottura degli asparagi
  • sale
    • 3 tuorli
    • 35g di pecorino romano grattugiato
    • 60g di panna fresca (35% di grassi)
    • sale
    • 2 cipolle dorate
    • 25g di riso basmati
    • qualche grano di pepe nero
    • 1 cucchiaino di té nero English Breakfast (volevo un sapore delicato)
    • 1 cucchiaio di zucchero di canna
    • olio extravergine di oliva (circa 50g)
    • acqua calda
    • sale
    Tempo di preparazione
    1h e 1/2 circa

    Procedimento
    Prepariamo il ripieno. Montiamo con le fruste, a bagnomaria, i tuorli con il pecorino. Portiamo il composto a 63°. Quando arriva a temperatura, togliamo dal bagnomaria e continuiamo a montare con le fruste per far scendere la temperatura di qualche grado. Rimettiamo sull'acqua e ripetiamo la stessa operazione 4 volte. Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare. Montiamo la panna e conserviamo in frigo, fino a quando le uova non si sono raffreddate. Incorporiamo molto delicatamente la panna al composto di uova. Facciamo raffreddare in frigo per almeno 1 ora.
    Prepariamo le patate. Laviamo le patate e facciamole cuocere in forno a 200° (con tutta la buccia) per circa 40 minuti.
    Prepariamo il condimento (mentre cuociono le patate).
    Crema di cipolle. Prepariamo il cartoccio per l'affumicatura con due fogli di alluminio. Sistemiamolo alla base di una pentola alta con dentro il riso, il té, qualche grano di pepe nero e lo zucchiero di canna. Chiudiamo con il coperchio e aspettiamo che si cominci a formare la colonnina di fumo all'interno della pentola. Quando la pentola si sarà riempita di fumo, inseriamo il cestello con le cipolle pulite e bucherellate. Chiudiamo con coperchio, spegniamo il fuoco e facciamo affumicare per 20 minuti.
    Dopo l'affumicatura, tagliamo le cipolle a fettine e facciamole rosolare in una padella con l'olio extravergine di oliva per circa 5 minuti. Aggiungiamo tanta acqua calda quanta ne serve a coprire le cipolle e facciamo cuocere per altri 10 minuti. Se necessario ripetiamo l'operazione. Regoliamo di sale. Frulliamo con un minipimer le cipolle cotte per ottenere una crema.
    Crema di asparagi. Puliamo gli asparagi e lessiamoli in acqua bollente leggermente salata per 4 minuti. Scoliamo gli asparagi conservando l'acqua di cottura. Mettiamo da parte le punte e frulliamo il resto con un po' di acqua di cottura.
    Prepariamo gli gnocchi. Appena le patate sono pronte, sbucciamole e schiacciamole con uno schiacciapatate direttamente sulla spianatoia. Allarghiamole per far uscire il vapore e aggiungiamo gradualmente la farina, l'uovo e un pizzico di sale. Impastiamo fino ad ottenere una pagnottina e creaiamo un cilindro. Tagliamo dei pezzetti di circa 25g e otteniamo una "pizzetta" all'interno della quale sistemeremo un mezzo cucchiaino di composto di uovo. Otterremo circa 24 gnocchi. Facciamo raffreddare in frigo per 20 minuti.
    Prepariamo il piatto. Mettiamo la crema di asparagi in una padella e teniamo in caldo. Ridiamo la forma tonda agli gnocchi* e cuociamoli in acqua bollente leggermente salata per 3 minuti e mezzo. Scoliamo con una schiumaiola e facciamo insaporire con la crema di asparagi per 30 secondi a fuoco spento.
    Dividiamo in quattro piatti fondi la crema di cipolle, sistemiamo al centro gli gnocchi e decoriamo con le punte degli asparagi.
    Serviamo caldi.


    Con queste due ricette partecipo all'MTC di questo mese

    * Durante il riposo in frigo gli gnocchi tendono a schiacciarsi alle estremità.

    domenica 25 marzo 2018

    The Afternoon Tea... con Ginger Shortbread, Lemon Meltaways e Cucumber, Salmon, Tuna and avocado Sandwiches per l'MTC 71



    Il servizio da tè è chiuso da anni in una credenza in cucina. 
    Era stato comprato dalla mia mamma durante il viaggio di nozze (ad agosto 50 anni), con molti sacrifici, e veniva "tirato fuori" per le grandi occasioni. Ma in casa nostra era difficile che qualcuno venisse a prendere un tè... quindi, quando eravamo più piccole ci piaceva rubarne due tazze e bere il tè come delle signore inglesi; io e mia sorella eravamo delle patite. Lei, che aveva anche un pen pal inglese con cui si scriveva, lo amava con il latte, io con il limone.
    Oggi viviamo lontane e quei momenti mi mancano.

    6 marzo 2018.
    Giorno del mio compleanno e giorno in cui Valeria, vincitrice dell'MTC di Febbraio, pubblica la sua ricetta.
    Non potevo desiderare regalo migliore.... 

    Qualche settimana dopo il servizio da té esce di nuovo dalla credenza. 
    Viene imballato con molta cura e parte per Roma.
    Grazie a Valeria scopro come preparare un vero Tè Inglese delle Cinque. Scopro che il vero Afternoon British Tea si beve tra le 16 e le 18 e prevede un vero e proprio buffet, composto da quattro tipi di portate: biscotti, torte, focaccine, finger sandwiches e crostini. 
    Io ho optato per:
    Biscotti (2 tipi) perchè per me un tè senza biscotti è come un'amatriciana senza guanciale;
    Tramezzini (3 tipi) quelli indicati da Valeria nel suo meraviglioso e dettagliatissimo post e uno pensato da me.
    Ho deciso di abbinare queste due categorie per un motivo ben preciso. Volevo portare qualcosa di salato ma l'idea di mangiare i tramezzini con qualcosa di cremoso e molto dolce non mi faceva impazzire. Allora ho optato per i biscotti.
    Per me è tutto nuovo quindi questa volta faccio i compiti a casa e personalizzo solo un pochino. Mi metto di santa pazienza e comincio a lavorare.


    Scottish shortbread. La ricetta è quella di Valeria.
    Ingredienti per circa 15 pezzi:
    • 1 parte di zucchero     100g (io zucchero integrale di canna)
    • 2 parti di burro           200g
    • 3 parti di farina 00     300g
    • (1/2 cucchiaino di zenzero) - questo l'ho aggiunto io
    Procedimento
    Lavoriamo con le fruste il burro ammoribidito con lo zucchero per almeno 10 minuti. Incorporiamo la farina setacciata almeno 2 volte e mescoliamo con un cucchiaio di legno. L'impasto dovrà essere toccato con le mani il meno possibile. Quando gli ingredienti sono almalgamati, trasferiamo l'impasto sulla spianatoia e impastiamo molto velocemente.
    Stendiamo l'impasto in una teglia rettangolare (25x20) e cuociamo a 170° per 35 minuti. Io con uno stuzzicone ho delimitato i "confini" dei vari biscotti.
    Dovranno essere tagliati circ 10 minuti dopo la cotturao almeno quando sono ancora tiepidi. Li separeremo quando si saranno  raffreddati.

    Lemon Meltaways. La ricetta è di Stefania ArabaFelice 
    Ingredienti per circa 18 pezzi:
    • 85 g di burro freddo
    • 20 g di zucchero a velo
    • buccia grattugiata di un limone
    • 2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
    • 120 g di farina
    • un cucchiaio di maizena
    • la punta di un cucchiaino di sale
    • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    • altro zucchero a velo, per la copertura
    Procedimento
    Nella planetaria o con le fruste mescoliamo il burro con lo zucchero a velo per almeno 5 minuti. Aggiungiamo buccia e succo di limone, estratto di vaniglia e sale.
    Setacciamo la farina con la maizena ed uniamola con le fruste all'impasto. 
    Versiamo l'impasto, che sarà molto morbido, su un foglio di carta forno e arrotoliamolo velocemente.
    Dobbiamo ottenere un salsicciotto di circa 4 cm di diametro. Facciamolo raffreddare in freezer per circa 2 ore (il mio congelatore è molto freddo... è bastata un'ora e mezza).
    Accendiamo il forno a 180°. Tagliamo il salsicciotto in dischetti di circa 1 cm e cuociamoli in forno caldo per circa 13 minuti.
    Sforniamoli, facciamoli raffreddare per circa 10 minuti e spolveriamoli con zucchero a velo o mettiamoli, come il pandoro, in un sacchetto per congelare con lo zucchero a velo e agitiamo delicatamente.


    Cucumber Sandwiches. Ricetta di Valeria
    • 1 fetta di pane per tramezzini integrale 
    • 1/2  cetriolo 
    • burro
    • pepe nero
    • 3-4 foglioline di menta
    Procedimento
    Tagliamo a fettine sottili il cetriolo (nel senso della lunghezza) e mettiamolo in un colapasta per circa 20 minuti. Asciughiamo le fettine di cetriolo.
    Tagliamo a metà la fetta di pane e spalmiamo un po' di burro su entrambe le fette ottenute. Maciniamoci su un po' di pepe e copriamo con le foglioline di menta tritate.
    Copriamo con la seconda fetta di pane. Rifiliamo i bordi e tagliamo in 6 pezzettini (1 volta nel senso della larghezza e 2 nel senso dell'altezza).

    Salmon Sandwiches. Ricetta di Valeria
    • 1 fetta di pane per tramezzini integrale
    • salmone affumicato
    • pepe
    • aneto
    • succo di limone
    • 2 cucchiaini di panna acida
    Procedimento
    Tagliamo a metà la fetta di pane e spalmiamo un po' di panna acida su entrambe le fette ottenute. 
    Mettiamo il salmone sulla prima fetta di pane, condiamo con il pepe, l'aneto e qualche goccia di succo di limone.
    Copriamo con la seconda fetta di pane. Rifiliamo i bordi e tagliamo in 6 pezzettini (1 volta nel senso della larghezza e 2 nel senso dell'altezza).

    Tuna and avocado sandwiches
    • 1 fetta di pane per tramezzini integrale
    • 1/2 avocado maturo
    • 80g di tonno affumicato
    • 2 cucchaini mascarpone (o panna acida)*
    Procedimento
    Tagliamo a fettine sottili l'avocado (nel senso della lunghezza).
    Tagliamo a metà la fetta di pane e spalmiamo un po' di mascarpone su entrambe le fette ottenute.
    Mettiamo sulla prima fetta di pane uno strato di avocado. Condiamo con un po' di sale  e qualche goccia di limone. Copriamo con il tonno affumicato. Copriamo nuovamente con l'avocado. Saliamo leggermente e chiudiamo con la seconda fetta di pane. Rifiliamo i bordi e tagliamo in 6 pezzettini (1 volta nel senso della larghezza e 2 nel senso dell'altezza).

    *Ho deciso di usare il mascarpone perchè il mio avocado non era molto maturo e il tonno affumicato è meno "grasso" del salmone. Se l'avocado è molto maturo si può utilizzare la panna acida.

    E adesso passiamo al tè.
    Per 4 tazze di té
    • 4 cucchiaini di earl grey
    • 400-500ml di acqua imbottigliata (la quantità varia a seconda della capieza delle tazze)  + altra acqua calda per la teiera
    • zucchero
    • limone
    • latte
    Portiamo l'acqua quasi a bollore (per i tè neri è prevista una temperatura vicina ai 100°). Riscaldiamo con altra acqua calda le tazze e/o la teiera che useremo. Sistemiamo il tè, 1 cucchiaino a persona, nella tazza e versiamo l'acqua. Lasciamo in infusione per 3-4 minuti. Zuccheriamo e aggiungiamo latte o limone, a seconda dei gusti. Io limone, uno spicchietto tagliato a metà. Alessandra ci spiega che il limone è ammesso solo per il Lapsang Suchhong, ma io proprio non riesco a farne a meno. Chiedo venia!
    Bisognerebbe portare in tavola anche una teiera con acqua calda per dare la possibilità di regolare il tè e la sua "forza".

    Oggi ci siamo seduti, io e il bradipo di casa, e con un sorriso a 32 denti abbiamo bevuto alle 5 del pomeriggio un vero Afternoon tea. Grazie Valeria! Mia sorella non era fisicamente con me ma c'era in quel gesto... c'era ieri, c'è oggi e so che ci sarà domani.
    Stasera il servizio sarà imballato di nuovo e tra qualche giorno ritornerà in Calabria. :)

    Con queste ricette partecipo all'MTC n.71


    mercoledì 21 febbraio 2018

    Mini spiedini di salmone affumicato al ciliegio e pepe rosa con ananas per l'MTC n.70


    Questo mese è particolare.
    Sono a mille. Nonostante un brutto raffreddore, quasi una mini-influenza (rettifico.... una super-influenza), mi abbia colpito in questi giorni e mi venga più semplice prediligere piatti caldi e brodosi, ho voglia di fare 400 miliardi di cose. Il problema è che in questi momenti si corre il rischio di prendere impegni che poi non si riescono a portare a termine, presi dalla foga del "questo mese faccio tutto io!!!" (detto con uno sguardo alla Shining, e intendo quello famoso della locandina).
    Per ovviare al problema, appena ho un momento libero comincio a scrivere. A buttare giù idee. Che poi a correggere non ci si mette niente... o quasi ;). Quindi scrivo, scrivo, scrivo in attesa di quel momento di stanca che sempre arriva.
    L'euforia, che mi ha colpita da un paio di giorni a questa parte, è scemata solo ieri sera. Ma oggi di nuovo con il vento in poppa e quindi ne approfitto.
    Argomento principe la tecnica indicata da Greta per l'MTC di questo mese: l'affumicatura. E mentre cercavo di capire come far partire l'affumicatura del Pulled Pork, altre idee prendevano forma nella mia mente. Piano piano una si è delineata con chiarezza.
    Qualche anno fa mia cognata preparò come antipasto di una cena di Natale degli spiedini salmone e ananas. Aveva trovato la ricetta su internet e decise di prepararli per la Vigilia. La cosa mi sorprese particolarmente perchè non avevo mai pensato di abbinare un pesce che adoro che un frutto che non amo particolarmente (direi che non mi piace per niente).
    Decisi però di assaggiare. Buonissimi. Stranamente è quella la ricetta che mi è venuta in mente per la sfida dell'MTC di questo mese. Dopo la carne, il pesce. Quale pesce? Il salmone (non potrebbe essere altrimenti). Affumicato? sì. con legno di ciliegio e con un'aggiunta di pepe rosa. Servito con ananas.
    Quindi prima di tutto vado dal mio spacciatore di chips di legno. Cerco il ciliegio ma non lo trovo. Ce n'era solo un saccone enorme... Sento una voce. "Signora, ha bisogno di aiuto?". 
    Dopo due minuti esco con un saccone di chunks... cosa sono? Eccole qui.
    A parte aver capito che sarebbero capaci di vendermi del ghiaccio al Polo Nord, ma quello che mi aveva convinto era un'immagine di me che affettavo Chunks per ottenere chips di legno. Non chiedetetemi come. Nella mia mente malata vedevo solo il risultato finale.
    Non vi dico le risate che si è fatto il bradipo di casa quando mi ha visto fare ritorno con i ciocchetti di legno.
    Quindi dopo questa mia proiezione collodiana, mi ritrovavo con un'idea e dei pezzi di legno troppo grandi per essere usati in una pentola.
    Decido comunque di procedere.
    Apro il saccone e...
    I pezzi di legno sono veramente troppo grandi. Provo ad "affettarli" ma niente. Allora procedo con una ricerca matta e disperatissima (non me ne voglia Leopardi ma so solo io quanto desiderassi trovare qualcosa che somigliasse anche vagamente alle chips della prima affumicatura) e trovo dei pezzettini di legna e dei pezzi di corteccia.
    Decido comunque di procedere.
    Taglio i pezzettini di corteccia, spezzo i pezzi di legno e, dopo un ammollo di 6 ore, sistemo tutto in un cartoccio insieme al pepe rosa (portato dalla mia mamma direttamente dalle Barbados) e faccio partire l'affumicatura in pentola.

    E da qui il paradiso. No, non sto esagerando. Io amo il salmone. Ho scoperto che affumicato al ciliegio lo amo ancora di più.
    Ma andiamo per ordine.
    La ricetta è molto semplice e molto veloce.... dovevo controbilanciare con le 2000 ore del Pulled Pork :).

    Dosi per 2 persone (5 mini-spiedini a testa)
    • 180g di filetto di salmone
    • 2 fette di ananas fresco (alte circa 1,5cm)
    • pepe rosa (1 cucchiaino circa)
    • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
    • sale
    Tempo di preparazione
    6 ore per "l'ammollo" del legno (nel mio caso corteccia e legnetti di ciliegio)
    10+30 minuti per l'affumicatura
    4 minuti per la rosolatura

    Procedimento
    Prepariamo il legno. Mettiamo in ammollo 2/3 manciate di legnetti di ciliegio in una ciotolina d'acqua.
    Affumichiamo. In una pentola alta d'acciaio sistemiamo un cartoccio di stagnola con i pezzetti di legno e il pepe rosa. Chiudiamo con un coperchio e facciamo partire l'affumicatura.
    Quando comincia a crearsi un filino di fumo, facciamo riempire la pentola e sistemiamo in un cestello per la cottura a vapore il salmone, al quale avremo tolto la pelle. Togliamo dal fornello.
    Chiudiamo con un coperchio e sigilliamo con qualche canovaccio. Lasciamo affumicare per 30 minuti.
    Prepariamo l'ananas. Tagliamo l'ananas a cubetti di circa 2cm x 2cm. Prepariamo una specie di emulsione con 1 cucchiaio di olio, qualche grano di pepe rosa e un pizzico di sale.
    Prepariamo gli spiedini. Ungiamo una padella con un cucchiaio d'olio e facciamola riscaldare. Tagliamo il salmone a cubetti, se possibile della stessa grandezza dell'ananas, e facciamolo rosolare in padella un minuto per lato insieme ai cubetti di frutta. Saliamo leggermente e condiamo con l'olio con sale e pepe rosa. Sistemiamo un cubetto di salmone sopra un cubetto di ananas e serviamo.

    Vi assicuro che il salmone affumicato è spettacolare e l'ananas perde con la cottura un po' della sua acidità ma ne mantiene quel "tot" necessario a far sentire un po' meno il grasso del salmone.
    Il salmone dopo l'affumicatura è praticamente cotto ma è necessario rosolarlo un pochino per asciugare e "colorare" il filetto dopo la cottura a vapore.
    Di nuovo GRAZIE mille Greta.

    Con questa ricetta, per quanto mi riguarda da rifare, partecipo all'MTC di questo mese
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