giovedì 4 gennaio 2018

La Befana vien di notte... il barattolo porta-caramelle/biscotti/dolciumi vari



La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte.... ma prima di arrivare da noi e consegnare ai nostri bimbi tante golosità, se se le sono meritate, o del carbone, se sono stati un po' birbantelli, che cosa combinerà questa vecchietta tanto conosciuta nel nostro Paese?
Secondo Gaia per mesi prepara i dolcetti e delizie per i bimbi ma, sommersa da tante bontà, a volte non riesce a trovare i giusti "contenitori"... allora in collaborazione con l'MTC abbiamo provato ad aiutarla!
Chiara le ha dato una mano realizzando una meravigliosa calza da poter preparare in casa, Manuela invece delle bellissime pantofoline e Gaia una scopa piena di tanti dolcetti.
Ed io?
Io ho pensato ad un barattolo che può riempire con ciò che vuole, dolcetti o carbone, lasciare ai bimbi e fare in modo che questi ultimi la ricordino grazie alla piccola Befana che è attaccata sul suo coperchio.



La Befana è modellata interamente a mano in Fimo e incollata su un barattolo a chiusura ermetica; come vi avevo accennato nel post precedente, è una pasta polimerica che, se lavorata bene somiglia un po' alla plastilina e ci da la possibilità di realizzare degli oggetti molto carini. 
La Befana è molto semplice e per potervi aiutare nella realizzazione ho creato un video tutorial, presente anche sul mio canale YouTube.


Video Tutorial

Spero tanto che questo tutorial vi sia piaciuto e che proviate a relizzarla!

E mi raccomando, restate connessi... queste e tante altre novità sul sito dell'MTC!!!







lunedì 18 dicembre 2017

Con le mani in pasta (polimerica) per una tavola di Natale un po' diversa


Si sente profumo di rivoluzione all'MTC...
Quest'anno il cambiamento, già sospettato il 30 novembre, è meravigliosamente piombato su di noi con il Calendario dell'Avvento.
Inaugurato il 1° dicembre con la Christmas Organizer, ci sta regalando, giorno dopo giorno, approfondimenti e suggerimenti utili a prepararci e a trascorrere il periodo natalizio con allegria e tranquillità.
E dopo le palle di Natale, ma non le solite, i biglietti di auguri home-made, i biscotti e tante altre meraviglie, arriva la decorazione della tavola... e io do il mio piccolo contributo con i segnaposto e i portatovaglioli fatti in casa.
Questa volta non si tratta di cibo.
Ci cimentiamo le paste polimeriche, in particolare con alcune delle più diffuse e più utilizzate: il Fimo e la Premo.
Per chi non le conosce, posso dire che sono paste che, se lavorate bene somigliano un po' alla plastilina e ci danno la possibilità di realizzare degli oggetti molto carini.
E' una passione che coltivo da tanti anni, e che accompagna quella per la cucina, ma che ho reso "pubblica" attraverso i social da poco più di un anno.
Per il Calendario dell'Avvento dell'MTC ho pensato di creare degli oggetti abbinabili.
Insieme possiamo realizzare un segnaposto con una Fatina dei Fiori e un portatovagliolo con la Stella di Natale:



Ho cercato di utilizzare pochi colori e pochi strumenti di lavoro... spero tanto che proviate a realizzarli :D

Qui di seguito i video, presenti anche sul mio canale YouTube, dei Tutorial di entrambi gli oggetti:


 
Tutorial per la realizzazione della Fatina dei Fiori sul mio canale Youtube "La Bodeguita di Eli"



Tutorial per la realizzazione della Stella di Natale sul mio canale Youtube "La Bodeguita di Eli"


Buon lavoro e buon Calendario dell'Avvento dell'MTC.

giovedì 26 ottobre 2017

Cannoncini 1) alla crema al cioccolato fondente e pistacchi e 2) al cioccolato bianco, limone e mandorle



In questa casa quando si prepara un dolce si fa sempre e solo per amore. Profondo e intenso, dopo 17 anni di abbracci e affanni...
Io non amo molto i dolci: non amo cucinarli, perchè credo di non essere particolarmente portata, e non amo mangiarli. Ma il bradipo di casa sì. E' un golosone e se dopo tanto tempo sta ancora con una che dolci quasi non ne prepara, vuol dire che le vuole proprio bene. 
Lui discreto, io "casciarona", tento sempre di mediare in questo diario che ci descrive e ci racchiude. Di raccontare quello che sento, senza intaccare la sua riservatezza.
Di tempo ne è passato tanto. Abbiamo affrontato tanti ostacoli, ma quale coppia ha avuto un percorso lineare? Mi è stato vicino in momenti che non avrei mai pensato di dover affrontare. E continua ad essere una colonna, un faro per una nave quasi sempre in tempesta.
Ho scelto quindi lui per la ricetta di questo mese dell'MTC. Francesca,  per i suoi cannoncini,  voleva un pezzo di vita, un pezzo di cuore... ecco il mio.
Mentre preparavo la pasta sfoglia ho messo la radio, una di quelle compilation che mette sempre lui e che piacciono tanto anche a me.
Una canzone mi ha particolarmente colpito, mi ha... fatto stare bene :D

 "Ora che mi fido di te come di chi fa autostop in manette

Scelgo un coro come Mariele Ventre che mi faccia star bene sempre!
Con le mani sporche fai le macchie nere
Vola sulle scope come fan le streghe
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene

Soffia nelle bolle con le guance piene
E disegna smorfie sulle facce serie
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene"

E questo è da un po' di tempo il mio mantra "Devi fare ciò che ti fa stare bene".
Con questo dolcetto, raro e sentito, io scelgo lui. E scelgo ancora lui... giorno dopo giorno, ostacolo dopo ostacolo perchè il meglio deve ancora venire.
Ci tengo comunque a dire che dovevo pubblicare tutto già ieri. Non volevo arrivare all'ultimo giorno ma la prima crema non mi è venuta come speravo e ho dovuto aspettare oggi pomeriggio per riprovarne una seconda con la consistenza giusta.
Ho pensato di creare dei cannoncini col sapore degli ingredienti che lui ama di più, dei viaggi fatti, delle nostre origini e dei viaggi ancora da fare.
Cannoncini alle mandorle con crema al cioccolato bianco e limone per ricordare la caprese al limone, dolce che ama tanto, e con cioccolato e polvere di pistacchi (per un viaggio in Sicilia che ancora non siamo riusciti a fare).
Per la crema ho utilizzato la ricetta presente nel libro Dolci Regali, che avevo realizzato per l'MTC dei Babà di Antonietta, senza peperoncino. E' una crema che il bradipo ama tantissimo perchè quando è fredda, grazie alla presenza del burro e del cioccolato, ha quasi la consistenza di un budino. E da golosone quale è, devo stare attenta a non fargliela finire tutta a cucchiaiate.
Credo sia inutile dire che "sentitamente ringrazia" Francesca e l'MTC per la scelta della ricetta. Anche perchè questa è una pastasfoglia molto versatile, ottima sia per il dolce che per il salato. Non vedo l'ora di provarla anche con delle mousse salate.
E adesso al lavoro.

Ingredienti per circa 35 cannoncini:
Per il panetto:
  • 175g di burro
  • 75g di farina (io metà w350 e metà 00)
Per il pestello:
  • 175g di farina (metà w350 e metà 00) 
  • 75g di burro
  • 5g di sale
  • 25g di acqua fredda
  • 30g di vino bianco secco 
 Per la crema al cioccolato bianco:
  • 250 ml di latte
  • 2 tuorli
  • 2 cucchiai colmi di zucchero
  • 2 cucchiai rasi di farina
  • 30 g di burro
  • 80g di cioccolato bianco 
  • Mezzo limone biologico
Per la crema al cioccolato fondente:
  • 250 ml di latte
  • 2 tuorli
  • 2 cucchiai colmi di zucchero
  • 2 cucchiai rasi di farina
  • 30 g di burro
  • 80g di cioccolato bianco 
Per decorare
  • Mandorle a lamelle
  • Farina di pistacchi 
Procedimento
Prepariamo la pastasfoglia. Francesca ha utilizzato la ricetta del grande Iginio Massari e ha consigliato il riposo in frigo per una notte della pasta (dopo tutti i giri di pieghe). Vi consiglio quindi di cominciare il giorno prima.
Prepariamo il panetto. Amalgamiamo il burro freddo con la farina sulla spianatoia o con la planetaria, utilizzando la foglia. Realizziamo un panetto dalla forma rettangolare e mettiamo in frigo coperto da pellicola per almeno un'ora e mezza.
Prepariamo il pestello. Utilizzando la planetaria con il gancio, o sulla spianatoia con gli elementi liquindi al centro dei solidi, impastiamo gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Realizziamo anche con questo impasto un panetto dalla forma rettangolare e facciamo riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Facciamo le pieghe. Adesso si comincia con il giro di pieghe. Per prima cosa stendiamo il pestello ad un'altezza di circa 1 cm e facciamo lo stesso con il panetto (tra due fogli di cartaforno) fino ad ottenere una "sfoglia" che sia circa la metà di quella ottenuta stendendo il pestello. Posizioniamo il panetto al centro del pestello e sovrapponiamo i due lati, fino a chiudere completamente l'impasto. A questo punto si dovranno fare un giro di pieghe a 3 (creando una brochure con l'impasto) e un giro di pieghe a 4 (chiudendo la sfoglia sia da destra che da sinistra verso il centro e richiudendo a due). Queste due prime pieghe dovranno essere realizzate una dopo l'altra. Prima del riposo notturno, dobbiamo realizzare altre 4 pieghe (due da 3 e due da 4... io le ho alternate) e far intercorrere fra loro almeno 30 minuti (in frigo). Dopo l'ultimo giro di pieghe conserviamo in frigo fino al giorno dopo, coperto con pellicola.

Prepariamo la crema. Scaldiamo il latte e spegniamo quando accenna a bollire.
Mettiamo a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.
Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettiamo i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamiamoli energicamente e incorporiamo il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passiamo nel bagnomaria a fuoco dolcissimo.
Giriamo sempre nello stesso verso, senza mai fermarci per almeno 15 minuti e comunque fino a quando non avrà raggiunto la densità desiderata. Spegniamo, aggiungiamo la cioccolata fondente tritata grossolanamente, e mescoliamo per farla sciogliere. Aggiungiamo il burro e incorporiamolo con la frusta. Facciamo raffredare in frigo con pellicola a contatto.
Le creme dopo il riposo in frigo... tolta la pellicola a contatto ;).

Per la crema al cioccolato bianco il procedimento è quasi lo stesso. La differenza? Invece della frusta ho utilizzato un mezzo limone infilzato con una forchetta per girare. Così ha preso un leggere sentore agrumato.

Prepariamo i cannoncini. Il giorno dopo stendiamo l'impasto ad un'altezza di circa 1 cm e in strisce larghe circa 1,5cm. Utilizziamo delle forme per cannoncini di circa 1cm di diametro. Arrotoliamo sul supporto di acciaio le strisce ottenute spennellando il lato dove si sovrapporranno con dell'uovo sbattuto e facciamo riposare in frigo per 15 minuti i cannoncini ottenuti.
Cuociamo i cannoncini spennellati con uovo sbattuto in forno statico, a 180° (Francesca nella ricetta indica 190°. Io ho fatto le prove nel mio forno e li bruciava, quindi ho abbassato un pochino), per 10 minuti. Spennelliamo di nuovo e spolveriamo metà cannoncini con mandorle a fettine e l'altra metà con farina di pistacchi. Facciamo raffeddare.

Farciamo e pappiamo. Sformiamo delicatamente i cannoncini e, con la crema ottenuta e una sac a poche, riempiamoli con le due creme. Quelli con le mandorle con la crema al cioccolato bianco, quelli con la farina di pistacchi con la crema al cioccolato fondente.
Buon Appetito!!!


Con questa ricetta partecipo all'MTC di Ottobre


Attention Pleaseeeee!!!
  • E' fondamentale leggere il post di Francesca dove troverete spiegazioni dettagliate, tante foto, consigli e tre ricette di creme da paura :DDD

lunedì 25 settembre 2017

Taratelle al crudo e cotto di gamberi e sedano con gelatina di lime e gamberi ingabbiati per l'MTChallenge di Settembre



Prendendo in prestito le parole di Totò (ma cambiandole un po') potrei aprire questo post dicendo "ogni anno il 22 settembre c'è l'usanza....."
La nostra, ogni anno, è quella di andare a Taste of Roma. Finora non ne abbiamo perso uno. Vuoi che ci unisca anche la passione per la cucina, vuoi che si trova sempre lo stesso giorno, o giù di lì, dell'anniversario, ma siamo sempre lì.
E' lì che ci siamo appassionati alla cucina della Bowermann, sempre lì che abbiamo avuto la possibilità di assaggiare le delizie di Heinz Beck, ed è sempre a Taste che abbiamo ritrovato i sapori che amiamo di più nei piatti di Roy Cáceres.
Abbiamo potuto in questo modo provare abbinamenti che magari non sempre ci sono piaciuti ma che ci hanno sempre stupito ed emozionato.
Continuo a parlare al plurale perchè la mia cucina è spesso a quattro mani. Il bradipo di casa che mi accompagna nella vita di tutti i giorni ormai da 17 anni, è parte integrante di essa. Mi ha consigliato, criticato... insomma mi ha aiutata.
Quando devo preparare una ricetta per l'MTC la sua domanda ricorrente è: "Dimmi un po'... a cosa avevi pensato?". Lui è uno di quelli alla Coco Chanel... Less is More. In Tutto. Nell'arredamento, nei vestiti e, di conseguenza, anche in cucina. Non sempre lo ascolto ;) ma la maggior parte delle volte da consigliere si trasforma in un validissimo critico che mi sa sempre dire cosa manca o cosa c'è di troppo.
Per l'MTC n.67, Cristina, la vincitrice della sfida n.66, ha scelto una ricetta che mi piace tantissimo e allo stesso tempo mi terrorizza... la pasta con il pesce. Io adoro il pesce. Vengo da un paese di mare e amo cucinare tanto soprattutto i crostacei (non a caso il nome del mio blog, per svariati motivi, riporta porprio a uno di essi) ma mi sento sempre poco preparata e un po' improvvisata.
Mentre andavamo a Taste ho detto al bradipo a cosa avevo pensato per l'MTC di questo mese.  Il suo dubbio sulla riuscita della combinazione di alcuni ingredienti mi ha dato la voglia di assaggiare tutto quello che il mio stomaco aveva la capacità di accogliere, di analizzare sapori, di pensare a qualcosa di semplice. 
Dopo aver letto il post di Cristina, che consiglio per la dovizia di particolari, consigli e tecniche inserite, tutti i tips&tricks dell'MTC e gli articoli pubblicati, sfogliato la Flavour's Bible e gustato le meraviglie di Taste, la ricetta è cambiata un po'. Avevo pensato a crostacei e molluschi... ho tolto i molluschi. Ho mantenuto il contrasto crudo e cotto al quale avevo già pensato. Ho spostato di quà e di là qualche spezia e qualche ingrediente. Forse ho lasciato qualche "More" di troppo... Aspetto il verdetto di Alessandra e Cristina :D.
Incrociamo le dita e cominciamo a cucinare.

Ingredienti per due persone:
Per il fumetto:
  • 1 cipolla
  • 1/2 gambo di sedano
  • 1 spicchio d'aglio
  • la testa e il carapace di tutti i gamberi (8)
  • 30g di olio extravergine di oliva
  • 3litri di acqua fredda
Per la pasta:
  • 150g di semola
  • 75g di acqua calda
Per la gelatina di lime:
  • il succo di 1 lime (circa 35ml)
  • 35 ml di acqua
  • 10g di zucchero
  • 1 foglio di colla di pesce (5g)
Per il "sugo":
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 gamberi sgusciati ai quali è stata lasciata la coda
  • 15g di olio extravergine di oliva
  • 1/2 gambo di sedano tagliato a cubetti
  • pepe rosa 
  • il fumetto ottenuto
 Per la tartare di gamberi:
  • 6 gamberi
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1/2 cucchiaio di succo di lime
Sale di Maldon
Olio di oliva per friggere
Pepe rosa


Prepariamo il fumetto e la tartare. Puliamo i gamberi, eliminando la testa e il carapace. Incidiamo leggermente il dorso con un coltello ed estraiamo il filetto nero. Conserviamo la testa e il carapace e ricordiamoci di conservare a due gamberi la coda. Tritiamo i sei gamberi completamente privi di carapace, condiamoli con l'olio e il succo di lime e dividiamo la polpa ottenuta in due gruppetti su di un tagliere ricoperto di pellicola. Copriamo con altra pellicola e, aiutandoci anche con un coppapasta e con un batticarne, appiattiamolo leggermente in modo da renderlo omogeneo; facciamolo riposare in frigo fino a quando non ci servirà (almeno 2h).
Per il fumetto ho seguito i Tips&Trick dell'MTC: In una pentola capiente facciamo rosolare il sedano e la cipolla tagliati a cubetti e lo spicchio d'aglio pelato nell'olio di oliva; aggiungiamo il carapace e le teste e facciamo stufare per qualche minuto. Aggiungiamo il vino bianco e poi, dopo che è evaporato, 3l di acqua fredda. Facciamo bollire per 30 minuti e poi facciamo ridurre, schiumando ogni tanto senza mai mescolare. Io l'ho portato ad 1litro in circa 2h. Filtriamolo e teniamolo in caldo.
Prepariamo la gelatina. Mettiamo in ammollo in acqua fredda la gelatina per 15 minuti. Portiamo a bollore in un pentolino l'acqua, il succo di lime e lo zucchero. Facciamo bollire per circa 3 minuti e aggiungiamo, fuori dal fuoco, la gelatina ben strizzata. Versiamo il liquido ottenuto in un tupperware (che ci faccia creare uno strato di gelatina di circa 1 cm) e mettiamo in frigo per almeno 2h.
Prepariamo le taratelle. Impastiamo la semola di grano duro con l'acqua calda fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciamo riposare per circa 15 minuti.

Stendiamo l'impasto in sfoglie di circa 4mm di spessore e, aiutandoci con l'apposito mattarello, otteniamo le "taratelle". Spolveriamo con altra semola e mettiamo da parte. Conserviamo i 4 fili più lunghi; ci serviranno per la decorazione dei gamberi.

Prepariamo il sugo. Tagliamo a cubetti il sedano e puliamo gli spicchi d'aglio. Soffriggiamo nell'olio di oliva per circa 1 minuti e aggiungiamo i gamberi con la coda. Facciamo rosolare per circa 1 minuto per lato, saliamo leggermente e mettiamo ad asciugare i gamberi su dei fogli di carta assorbente
Prepariamo la pasta. Prepariamo due pentole diverse dove cuocere la pasta: una piccola per i 4 fili più lunghi e una più grande per il resto della pasta.
Prepariamo i gamberi ingabbiati. Cuociamo le 4 taratelle per 3 minuti, scoliamole e facciamole intiepidire. Avvolgiamo ogni gambero con due taratelle, cercando di bloccare le estremità sotto le parti già avvolte. Friggiamo in olio di oliva caldo 30 secondi per lato.
Cuociamo le restanti taratelle per 3 minuti; scoliamole e facciamole mantecare nella padella con l'olio caldo, il sedano e l'aglio per altri 3 minuti, aggiungendo due mestoli di fumetto filtrato poco alla volta.


Prepariamo il piatto. Dividiamo mentalmente il piatto in due parti e in quella di sinistra, con molta delicatezza, trasferiamo la tartare, capovolgendo la pellicola. Condiamo con qualche granello di sale Maldon. Otteniamo dalla gelatina dei cubetti e sistemiamoli, insieme ai cubetti di sedano, nella parte destra del piatto (se fosse un orologio, nella parte da mezzogiorno alle tre :D). Tritiamo qualche grano di pepe rosa e sistemiamolo nella parte inferiore del piatto. Arrotoliamo, aiutandoci con delle pinze, le taratelle e adagiamole delicatamente sulla tartare. Terminiamo con il gambero ingabbiato.
Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Settembre 

Attention Pleaseee!!!
  • Nella foto c'è solo un rotolino di pasta. La quantità indicata però ne prevede due a testa.... :D
  • Greta consigliava per la mantecatura una pentola d'acciaio e il forchettone o le pinze. Purtroppo non avevo la prima e, di conseguenza non potevo usare il secondo, quindi ho mantecato in un wok antiaderente con il mestolo di legno. Il risultato mi è piaciuto comunque tantissimo. La pasta è rimasta cremosa e non si è nè asciugata troppo, nè attaccata :D. Per la prossima pasta con il pesce mi procurerò la padella in acciaio. 
  • Di fumetto ne restano almeno altri 4 mestoli. Se volete preparare questa pasta per più persone non dovete cambiare le dosi del brodo, lo potete usare per almeno 6 persone. Altrimenti può essere congelato e conservato per rendere più saporito un risotto alla pescatora o per fare uno spaghetto tipo "aglio e oglio" ma un bel po' più aromatico :D.


sabato 10 giugno 2017

CREPE IS THE NEW BLACK: IL SESTO LIBRO DELL'MTC


COLPEVOLE DI MTC! DAL GASTROCARCERE PIU' FAMOSO DEL WEB, CREPE IS THE NEW BLACK.
Colpevole Vostro Onore! Oops, I did it again!
Dite la verità... speravate che lo rifacessimo :D.
Siamo sempre noi,  quelli dell'MTChallenge.
Ci siamo visti prima per un bel paté, per le insalate (ma quelle con la I maiuscola), per dei dolci lievitati, per le torte salate, poi è stata la volta delle Lasagne. Adesso tocca alle Crêpe, ma tante e di tanti tipi. Tecniche, ingredienti, attrezzature e tutte le spiegazioni necessarie per ottenere delle ottime Crêpe... ma non solo quelle! Nella parte centrale troverete un meraviglioso Giro del Mondo in 45 Crêpes grazie al quale potrete deliziarvi con le specialità dei 5 Continenti.
A seguire, nella nostra Dispensa,  burri "vecchi" e nuovi, pralinati, creme, sciroppi, curd, confetture e pate' e creme spalmabili salate, per sondare tutte le infinite possibilita' di farcire queste preparazioni. Poi le ricette della sfida e, infine, la rubrica piu' consultata, quella del "Facile e Veloce", per un libro che, al pari degli altri, vorremmo che venisse consultato tutti i giorni dell'anno, con le solite "piu' di 100 ricette".
E se non vi basta, date un'occhiata all'anteprima ;)







Edito da Gribaudo - Gruppo Feltrinelli   e curato dalla quella meravigliosa personcina di Alessandra Gennaro, la squadra non cambia: le fotografie sono di Paolo Picciotto le illustrazioni, sempre originalissime, di Mai Esteve.
Oggi CRÊPE IS THE NEW BLACK  è in edicola con la Nazione e con il Resto del Carlino; dal 15 giugno in tutte le librerie. Però è già possibile prenotarlo su Amazon, su IBS o Feltrinelli.
Correte perchè finisce presto :D.


Ma la cosa più importante è che acquistando una copia di Crêpe is the new black, si contribuirà alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

giovedì 25 maggio 2017

Rolls di 1) prosciutto, crema di mascarpone e rucola su base al timo e di 2) zucchine arrostite, crema di mascarpone e gorgonzola su base alla menta


Less is more.



Non sono molto brava nel "less". Tengo a riempire tutto quello che mi capita sotto mano. Armadietti, armadi, cassetti, borse, casa, ricette. Insomma, sono una potenziale accumulatrice seriale (qualcuno dice che già lo sono) che "stipa" tutto quello che può.
Da un annetto a questa parte, però, sto cercando di lavorare su me stessa.
Ho seguito le regole di Marie Kondo per riordinare vestiti e scarpe. Ne sono usciti sacchi e sacchi di vestiti che risalivano alla mia adolescenza (considerate che dall'adolescenza sono passati circa 20 anni).
Ho sistemato e catalogato (il minimo per una maniaca ossessivo compulsiva come me) tutte le teglie.
Cerco di comprare meno e di razionalizzare ogni acquisto.
Non sempre mi riesce ma ci sto provando.
Con la cucina è più difficile.
Difficile scrollarsi di dosso anni e anni di minestre maritate, ciambotte e pizze con ogni ben di Dio dentro e fuori :D.
Ma la frase della Van Pelt questo mese mi ha colpito.
Less is more.
Ci ho provato. Essendo impreparata in materia di rolls, la ricetta scelta da Giovanna per l'Mtc di questo mese, ho deciso di seguire la ricetta originale e in base al risultato crearne un'altra ad essa correlata.
Ho scelto il rolls con prosciutto crudo e crema di mascarpone e rucola. 
Il secondo invece del prosciuto ha le zucchine e la crema di mascarpone è stata insaporita con del gorgonzola.
Ho cambiato la base: tolto il melone ho preparato una brisé al timo per il primo rotolo e alla menta per il secondo.
I sapori erano molto delicati e ringrazio tantissimo Giovanna e l'MTC per avermi insegnato nuovamente un altro tipo di preparazione. Vorrei provare al più presto anche quelli con il pesce spada. Vi consiglio vivamente di leggere il post di Giovanna, dettagliato e molto interessante.
Cominciamo.

Ingredienti per circa 15 rotolini con il prosciutto:
  • 150g di prosciutto crudo di Parma
  • 150g di mascarpone
  • 60g di robiola
  • 10g di rucola
  • 7g di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di succo di limone 
  • 10g di rucola (da inserire nel rotolo)
 Nella ricetta di Giovanna c'era anche sale e timo. Io il sale non l'ho messo perchè preferisco un po' meno saporito e il timo l'ho messo nella brisè.

Pasta brisé al timo (ho seguito la ricetta di Giovanna... ho aggiunto solo il timo):
  • 125g di farina 00
  • 62g di burro
  • 35g di acqua
  • 1/2 cucchiaino di timo secco
  • 2g di sale
Ingredienti per circa 15 rotolini con le zucchine:
  • 150g di mascarpone
  • 30g di robiola
  • 20g di mascarpone piccante
  • 7g di olio extravergine di oliva
  • 1 zucchina grande (circa10 fettine di 1/2 cm)
Pasta brisé alla menta:
  • 125g di farina 00
  • 62g di burro
  • 35g di acqua
  • 5/6 foglioline di menta
  • 2g di sale
Tempo di preparazione
2h e mezza/ 3h

Procedimento
Prepariamo la 1a crema al mascarpone. Frulliamo con un minipimer il mascarpone, la robiola, il succo di limone, la rucola e l'olio.

Prepariamo la 2a crema al mascarpone. Frulliamo con un minipimer il mascarpone, la robiola, il gorgonzola e l'olio.

Per la preparazione del primo roll riporto le parole di Giovanna.
"Per preparare il roller stendi un foglio di pellicola trasparente della lunghezza di circa 60 cm; adagia su di essa le fette di prosciutto in modo che siano leggermente sovrapposte tra loro e formino un rettangolo regolare. Cospargi con la crema di mascarpone (la prima), lasciando pulita e libera la parte superiore del rettangolo di prosciutto (lato lungo); disponi lungo il bordo inferiore una fila di foglie di rucola. Arrotola partendo dal lato con la rucola aiutandoti con la pellicola fino a chiudere il cilindro con la parte finale delle fette di prosciutto rimaste pulite. Bagna con acqua un piano di lavoro liscio e pulito. Stendi sul piano bagnato altri due fogli di pellicola trasparente di 60 cm di larghezza sovrapponendoli parzialmente (circa 10 cm dei due fogli dovranno essere sovrapposti e ben aderenti l’uno all’altro in modo da ottenere un grande rettangolo). Trasferisci su di esso il cilindro di prosciutto senza la pellicola usata in precedenza e arrotolalo con la nuova pellicola preparata. Tieni la pellicola per le estremità e fai rotolare il roller più volte sul piano bagnato in modo che i lembi si attorciglino e stringano il roller dandogli una forma omogenea e regolare. Chiudi gli estremi con nodi stretti. Metti in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore, fino a quando abbia raggiunto la durezza che permetta di tagliarlo senza deformarlo."

Per la preparazione del secondo roll seguiamo le indicazione del primo roll. Bisogna solo sostituire il prosciutto con  le zucchine arrostite su una piastra calda 2-3 minuti per lato e condite con un filo d'olio extravergine d'oliva e un po' di sale.

Prepariamo la pasta brisè (sia quella al timo che quella alla menta). Mettiamo la farina e il burro a pezzetti nella ciotola dell'impastatrice e avviamo a vel.2 per circa 2 minuti. Facciamo sabbiare. Aggiungiamo l'acqua e le erbe aromatiche. Stendiamo la pasta ad uno spessore di circa 1/2 cm. Aiutandoci con un coppapasta otteniamo 15 cerchi dello stesso diamestro del rolls. Facciamo rassodare 20 minuti in frigo. Bucherelliamo con un forchetta  e cuociamo per circa 18 minuti a 200° in forno statico.

Per servire. Togliamo i roll dal congelatore dopo circa 2h (se non ricordo male il mio è a -23°), tagliamolo in fettine di circa 1cm e 1/2 e serviamo sui dischetti di pasta brisè. Nessuna decorazione. Paura di rendere tutto troppo pesante. Com'è che diceva Oscar Wilde?
A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di Maggio





mercoledì 26 aprile 2017

Il mio Sartù calabro-campano-romano per l'Mtc 65


Se si potesse tirare una linea dei luoghi della mia vita, questa sicuramente percorrerebbe tre regioni della nostra penisola. Con soste più o meno lunghe, le tappe fondamentali sono state tre, quattro se contiamo il luogo di origine. Quindi per la ricetta dell'MTC di questo mese, proposta da Marina ho deciso di ripercorrerli.
Qualcuno, nello specifico il bradipo che divide la cucina con me, mi prende in giro dicendo che questo blog sa troppo di Calabria :D. E' vero non ne so fare a meno. Le origini non si dimenticano.
E da qui parte un pezzo di ripieno: le fave con il vuccularo (guanciale). E il sapore dei carciofi, che la mia mamma preparava ripieni o a crema.
Poi c'è la Campania. Luogo dove ho conosciuto il bradipo, dove ho cercato di buttare le fondamenta per il mio futuro e dove la sua famiglia mi ha accolto e trasferito parte di quel sapere ancestrale che mi attira e di cui ho sempre fame. Da qui gli asparagi: purtroppo avrei voluto trovare quelli selvatici ma qui a Roma è un po' complicato. Per questa ricetta, poi, preferisco gli asparagi coltivati, dal sapore più delicato e meno coprente.
Ed arriviamo a Roma. Qui si costruisce il futuro, tenendo sempre conto del passato. E da qui il carciofo alla giudia, il carciofo del ripieno e le fave con il pecorino.
Tutto accompagnato da una gustosissima vellutata (da mangiare a cucchiaiate) al pecorino.
Questo sartù sa di primavera, di primo maggio, di piatto da mangiare su un prato circondati dalle persone che si amano. E quel tocco di pepe mi ricorda proprio la cacio e pepe :P
Spero di non avervi annoiato troppo ;)
Vi lascio alla ricetta... Un sartù al pepe e pecorino con polpettine di pancetta e vitello, ripieno di fave, carciofi, asparagi, vuccularu e marzolino con vellutata al pecorino.
E vi consiglio di fare un giretto da Marina per leggere, e provare, la ricetta di sartù proposta e tutti i trucchetti ad essa legati.... non sarà l'ultimo sartù che preparerò. Grazie Marina!


Ingredienti per 6 persone (stampo con 15cm di base e 9 di altezza):
Per il brodo vegetale molto a modo mio:
  • 3,5l di acqua
  • 2 carote (circa 200g)
  • 2 cipolle (circa 200g)
  • sale qb
Per il sartù:
  • 400g di riso carnaroli
  • 30g di scalogno
  • il brodo vegetale ottenuto
  • 40g di pecorino romano grattugiato
  • 30g di olio
  • pepe qb
  • qualche fiocchetto di strutto
Per il ripieno:
  • 100g di fave sgusciate (circa g con il guscio)
  • 100g di asparagi al netto dello scarto
  • 1 carciofo romanesco (circa 100g al netto dello scarto)
  • 80g di guanciale
  • 20g di olio extravergine di oliva
  • il succo di 1/2 limone
  • 15g di olio extravergine di oliva
  • 40g circa di marzolino

Per le polpettine (circa 25):
  • 50g di carne di vitello macinata
  • 50g di pancetta fresca di maiale macinata
  • 20g di pane raffermo
  • acqua tiepida
  • olio extravergine di oliva per friggere
  • sale qb

Per i carciofi alla giudia:
  • 1 carciofo romanesco
  • il succo di 1/2 limone 
  • olio extravergine d'oliva per friggere
Per la vellutata:
  • 500ml di brodo vegetale (vedi sopra :))
  • 40g di farina
  • 40g di burro
  • 10g di pecorino

Prepariamo il brodo. Mettiamo la cipolla e la carota, pulite e tagliate a metà, in acqua fredda. Saliamo leggermente (circa 1/2 cucchiaio di sale grosso), portiamo a bollore e lasciamo cuocere a fuoco lento fino a quando non si è ridotto di circa 1/3 (io l'ho portato a circa 2,5l tenendo conto dell'aumento di volume dato dall'inserimento delle verdure). Ci servirà per preparare il riso, per sbollentare le verdurine del ripieno e per preparare la vellutata.
Prepariamo i carciofi per il ripieno. Puliamo bene i carciofi emilimando le foglie esterne più dure, e tagliamoli in 8 parti. Mettiamoli a bagno in acqua e limone.
Prepariamo i carciofi per la frittura. Per preparare i carciofi alla giudia ho seguito la ricetta di Dissapore. Il risultato non è stato spettacolare perchè li ho cotti un po' troppo ma rimando a quel link per la capatura del carciofo. Semplificando molto, posso dire che il carciofo deve essere tagliato gradualmente, aumentando l'altezza del taglio dalle foglie più esterne a quelle più interne.
La foto non è mia. E' presa dal sito di Dissapore a link
La pulitura (capatura) è fondamentale per l'apertura del carciofo. La foto della pulitura è l'unica che ho inserito solo per farvi capire come deve essere il carciofo ma vi consiglio cmq di leggere bene la fase di pulitura sul sito di Dissapore.
Strofiniamo il carciofo con mezzo limone e mettiamolo a bagno in acqua e succo di limone.
Prepariamo le polpettine. Mettiamo il pane secco in ammollo nel'acqua tiepida, meglio ancora se è latte, e facciamolo riposare per ca. 10 minuti. Strizziamolo, aggiungiamolo alla carne, saliamo e amalgamiamo gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Formiamo tante polpettine grandi come una nocciolina e friggiamole in olio extravergine di oliva. Mettiamole ad asciugare su carta assorbente.
Prepariamo il risotto. Per preparare il risotto ho seguito i meravigliosi Tips &Tricks dell'MTC. Quando il brodo è pronto, eliminiamo le patate e le carote dal liquido di cottura. Soffriggiamo leggermente lo scalogno a parte (metà dell'olio indicato) mentre facciamo tostare il riso nella pentola con il restante olio. Quando il chicco è di un bel bianco perlato, aggiungiamo lo scalogno e il brodo, un mestolo alla volta. Continuiamo la cottura per 11 minuti, mescolando continuamente. Facciamo riposare.
Prepariamo il ripieno. Prepariamo tre pentoline con poco più di un mestolo di brodo (o quanto è necessario alla sbollentatura delle verdure), ricordandoci di conservarne 500ml per la vellutata.
Cuociamo le fave nel brodo bollente per circa 3 minuti, gli asparagi a tocchetti di circa 1,5 cm per 1-2 minuti e i carciofi tagliati a spicchi per circa 5-6 minuti.
In una padella antiaderente soffriggiamo il guanciale nell'olio extravergine di oliva e aggiungiamo le verdure sbollentate e scolate. Facciamo cuocere per circa 6-7 minuti a fuoco dolce e regoliamo di sale.
Tagliamo il marzolino a cubetti.
Prepariamo il sartù. Accendiamo il forno a 180°. Quando il riso si sarà intiepidito, aggiungiamo il pecorino grattugiato, una generosa spolverata di pepe nero macinato e le uova, uno alla volta. Imburriamo uno stampo troncoconico e "impangrattiamolo" ben benino :D. Aiutandoci con un cucchiaio creiamo sulla base e sulle pareti uno strato di riso di circa 1 dito (dovremo arrivare a circa metà stampo). Distribuiamo sul riso metà verdure, metà polpettine, metà marzolino e aggiungiamo un cucchiaio di pecorino grattugiato. Copriamo con uno strato di riso di circa 1 cm e distribuiamo il resto del ripieno. Chiudiamo con il riso. Cuociamo in forno caldo per circa 25 minuti. Il sartù sarà pronto quando si sarà staccato dalle pareti dello stampo. A questo punto togliamolo dal forno e lasciamolo riposare 15-20 minuti.
Prepariamo il carciofo alla giudia. Mentre il sartù cuoce in forno, prepariamo il carciofo alla giudia. Scoliamo il carciofo dall'acqua e limone ed eliminiamo l'acqua presente all'interno battendolo delicatamente contro una superficie. Asciughiamolo con la carta assorbente e friggiamolo per circa 10-15 minuti (dipende dalla grandezza del carciofo) in olio extravergine di oliva a 130°, girandolo spesso. Il carciofo sarà pronto quando si riuscirà a infilzare il gambo con una forchetta. Quando è pronto togliamo il carciofo dal fuoco e lasciamolo riposare su carta assorbente per almeno 15 minuti.
A questo punto apriamo delicatamente le foglie con una forchetta (in questo modo otterremo una rosa), saliamo e "pepiamo" il centro. La fase finale prevede la seconda frittura  (a testa in giù), per pochi minuti, a 180°. Regoliamoci bene con il tempo perchè il carciofo alla giudia deve essere mangiato caldo :D. Facciamo sgocciolare su carta assorbente.
Prepariamo la vellutata. Mentre il sartù riposa, sciogliamo in un pentolino antiaderente il burro, aggiungiamo la farina e facciamo rosolare per 1/2 minuto. Aggiungiamo il brodo caldo e facciamo stemperare il roux, aiutandoci con una frusta. Il brodo caldo farà addensare la vellutata più velocemente. Cuociamo, mescolando con una frusta, per circa 4-5 minuti a fuoco dolcissimo. Aggiungiamo il pecorino e facciamo sciogliere per circa un minuto. Spegniamo e teniamo in caldo.
Serviamo il sartù. Sformiamo delicatamente il sartù, decoriamo con il carciofo alla giudia o con un po' di verdurine del ripieno conservate e serviamo con la vellutata calda.
Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 65 di Aprile


Attention Pleaseee!!!
  • Che peccato quel carciofo.... Doveva cuocere un pochino di meno :(. Vi assicuro però che era buonissimo e lo riproverò sicuramente. 
  • Se non volete decorare con il carciofo alla giudia, ma con il ripieno di fave, carciofi e asparagi, bisogna toglierne un paio di cucchiai dal totale e conservarli in caldo.

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