mercoledì 30 gennaio 2019

Risotto alla Parmigiana e risotto allo zafferano con finto kebab di coniglio per l'MTC S-Cool

Quando da piccola si andava a trovare nonno, uno dei piatti che mia madre apprezzava di più era il coniglio disossato. Non ne ha mai amato particolarmente la carne, ma quella pazienza che il suo papà metteva nel disossare e poi farcire, l'aveva sempre affascinata.
Anch'io l'ho sempre guardato con ammirazione. Era un nonno atipico. Diverso dai suoi coetanei. Un insegnante e un artista, nella vita e in cucina. Era lui che aveva sempre cucinato in famiglia; a volte arrangiava un po', come a volte capita anche a me, ma l'amore si percepiva in ogni boccone di quello che preparava.
Non credo che sarò mai capace di riprodurre quel coniglio. Ma oggi, quando pensavo al risotto creativo per l'MTC S-Cool mi è venuto in mente. Allora ho deciso di provare almeno con un pezzetto e vedere cosa succedeva.
La prova di questo mese ci richiedava di preparare due risotti.
Un risotto alla Parmigiana, da preparare seguendo le dispense delle insegnanti, Giuliana e Greta, e uno allo zafferano, partendo sempre dalla ricetta di base, da personalizzare.
Per il primo si poteva variare un pochino sulla preparazione del brodo e aggiungendo eventualmente una spezia o una profumazione.
Io ho deciso di non aggiungere nulla alla ricetta originale. Essendo più fan della pasta, in casa mia il risotto si è sempre fatto un po' "a occhio" e per questa era l'occasione perfetta per imparare a farlo "come si deve". Ho pensato quindi di concentrarmi sulla preparazione originale.
Per il brodo ho scelto il pollo. Adoro il brodo di pollo. E' qualcosa nel DNA. E' qualcosa che mi ha passato il mio papà e alla quale non rinuncerò mai. E grazie alla suocera che mi regala sempre meravigliosi esemplari di pennuti, dopo aver diviso il pollo in pezzi, conservo sempre le carcasse per poterlo realizzare.


Per la ricetta creativa ho pensato di arricchire il risotto allo zafferano con una coscetta di coniglio disossata e aromatizzata al cumino e zenzero e coriandolo.. una specie di finto kebab.


Ingredienti per 2 persone:
Per il brodo ho utilizzato la ricetta fornita dalle maestre (fondo bianco di pollo di Paul Gayler) alla quale ho tolto il bouquet di garni e l'alloro:
  • 2 Kg di carcasse di pollo
  • 5 l di acqua
  • 2 cipolla, tritate grossolanamente
  • 2 gambi di sedano tritati grossolanamente
  • 2 grosse carote tritata grossolanamente
  • 1 porro mondato e tritato grossolanamente
  • 1 cucchiaino di grani di pepe nero
Per il risotto alla Parmigiana:
  • 200 g di riso carnaroli
  • 1/2 litro di brodo di pollo
  • 35g di burro freddissimo, più una noce
  • 25g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1/2 cipolla piccola  
  • 1/2 bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente 
Per il risotto allo zafferano con finto kebab di coniglio:
  • 200g di riso carnaroli
  • 1/2 litro di brodo di pollo
  • 35g di burro freddissimo, più una noce
  • 25g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1/2 cipolla piccola
  • 1/2 bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente 
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 coscetta di coniglio disossata
  • la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere
  • la punta di un cucchiaino di semi di cumino (pestati in un mortaio)
  • la punta di un cucchiaino di coriandolo
  • sale
  • qualche goccia di aceto di vino bianco
  • 10g di burro per il coniglio
Procedimento. 
Cominciamo con il brodo. Mettiamo le carcasse in una pentola capiente con l'acqua e portiamo lentamente a ebollizione, schiumando di tanto in tanto. Aggiungiamo le verdure e facciamo cuocere per 4 ore a fiamma bassa. A fine cottura, filtriamo con una colino a maglia fine o con una tela e conserviamo in frigo. Eliminiamo l'eventuale grasso che si solidifica in superificie. Io normalmente congelo il brodo che avanza in  bottigliette da 1/2 litro: è comodo e pronto all'uso in caso di necessità ;).

Facciamo il risotto alla Parmigiana. Mettiamo in un padellino la noce di burro con la cipolla tritata finemente. Facciamo appassire, facendo attenzione che non brunisca troppo. Mettiamo da parte.
Riscaldiamo il brodo e facciamolo bollire leggermente.
In una pentola in alluminio facciamo sciogliere a fiamma medio-alta 10 dei 35g di burro, aggiungiamo il riso e facciamolo tostare fino a quando non sarà perlato (le insegnanti dicono che deve "cantare"). Sfumiamo con il vino bianco e quando sarà completamente evaporato, cominciamo ad aggiungere il brodo, poco alla volta. A questo punto aggiungiamo anche il soffritto. Più o meno ci vorranno tra i 15 e i 18 minuti. Ricordiamoci che il risotto, prima della mantecatura, dovrà riposare un pochino e la cottura quindi continuerà anche da spento.
Quando sarà pronto, togliamo dal fuoco, regoliamo di sale e cominciamo la mantecatura. Aggiungiamo burro freddissimo e parmigiamo e, mescolando energicamente, muoviamo la pentola avanti e indietro, continuando fino a quando non sarà cremoso.
Serviamo subito.

Facciamo il risotto allo zafferano con finto kebab di coniglio. Cominciamo con il "kebab".
Mescoliamo zenzero, cumino, coriandolo e un pizzico di sale e distribuiamolo sulla carne. Spruzziamo con qualche goccia di aceto (ho letto che l'aceto serve a far assorbire meglio le spezie alla carne) e arrotoliamo non troppo stretto. Facciamo insaporire per almeno 30 minuti.
Quando saremo più o meno a metà cottura dei riso (io direi circa 8 minuti dopo aver cominciato ad aggiungere il brodo) cuociamo il coniglio.
Facciamo sciogliere 10 g di burro in un padellino, aggiungiamo il coniglio e facciamo cuoere a fiamma media per circa 8 minuti, girando spesso. Se necessario, "apriamo" l'involtino per far insaporire bene la carne.


Prepariamo il risotto.
Mettiamo in un padellino la noce di burro con la cipolla tritata finemente. Facciamo appassire, facendo attenzione che non brunisca troppo. Mettiamo da parte.
Riscaldiamo il brodo e facciamolo bollire leggermente.
In una pentola in alluminio facciamo sciogliere a fiamma medio-alta 10 dei 35g di burro, aggiungiamo il riso e facciamolo tostare fino a quando non sarà perlato (le insegnanti dicono che deve "cantare"). Sfumiamo con il vino bianco e quando sarà completamente evaporato, cominciamo ad aggiungere il brodo, poco alla volta. A questo punto aggiungiamo anche il soffritto. Più o meno ci vorranno tra i 15 e i 18 minuti. Lo zafferano dovrà essere sciolto nell'ultimo mestolo di brodo (o in uno degli ultimi), circa 2-3 minuti prima della fine della cottura.
Ricordiamoci che il risotto, prima della mantecatura, dovrà riposare un pochino e la cottura quindi continuerà anche da spento.
Quando sarà pronto, togliamo dal fuoco, regoliamo di sale e cominciamo la mantecatura. Aggiungiamo burro freddissimo e parmigiamo e, mescolando energicamente, muoviamo la pentola avanti e indietro, continuando fino a quando non sarà cremoso.
Tagliamo il coniglio a pezzetti o striscioline e sistemiamolo sul riso.
Serviamo subito.

Con queste due ricette partecipo alla scuola più bella che c'è.


giovedì 13 dicembre 2018

E DIY...telo che ne avete piene le scatole! Disegni e Biglietti di Natale per Mag About Food


Sembrava così lontano e invece eccolo qui...
Con le sue luci, i suoi colori e le emozioni che ogni anno ci dona, siamo di nuovo a Natale.
E’ tempo di doni, ma di doni fatti con il cuore.
E secondo me non c’è nulla di più sentito di un regalo Fai da te o Homemade se vogliamo prendere in prestito una parola dai nostri cugini anglofoni.
Ci ritroviamo quindi alla nostra consueta rubrica del DIY di Mag About Food.
Questa volta è una sorta di Ditelo con i Biscotti. Ce ne sono di tutti i tipi... Pacchetti singoli, realizzati dalla nostra Lara (fantastica new entry), una scatola-biscotto di Chiara, una scatola FaidaTe piena di biscotti di Gaia o dei chiudipacco di Manuela... ed io?
Lasciandomi ispirare da quello che è secondo me il vero senso dell’Homemade ho realizzato dei disegni. Questa volta accantonato il Fimo realizziamo il coperchio della scatola di Gaia, sul quale applichiamo un fumetto tutto natalizio, e un bel bigliettino di auguri pop-up per quella di Chiara.




Per il coperchio ho seguito le istruzioni di Gaia, ho dovuto giusto apportare qualche modifica alle misure. Ecco quelle per il coperchio


  
Vi rimando alle istruzioni di Gaia per la realizzazione.
Ed ecco il disegno da incollare sopra

 
Attenzione!!! Il disegno deve essere stampato dimensione originale (15x20cm). 
Invece per realizzare il nostro Biglietto PopUp abbiamo bisogno di...




Cominciamo.
1. Otteniamo dal primo cartoncino bianco un rettangolo che misuri 14x21.
2.Prendiamo il cartoncino rosso e pieghiamolo a metà, verso l’interno. Se il cartoncino dovesse avere un lato più liscio e un altro più ruvido, fate in modo che quello liscio capiti all’interno. Aiutandoci con dei piccoli segnetti realizzati con una matita, realizziamo tre pieghe (due interne e una esterna) al cartoncino bianco
3. Con le forbici a zig-zag ritagliamo il cartoncino bianco.
4. Con la colla a stick incolliamo una delle metà del cartoncino bianco sul foglio rosso, a circa 0,5 cm dal bordo
5. Schiacciando bene la piega centrale, mettiamo la colla a stick anche sulla parte bianca rimasta.
6. Facciamo asciugare per almeno 10 minuti con un peso sopra (un libro per esempio).
7. Nel frattempo ritagliamo le immagini che avremmo provveduto a stampare sull’altro cartoncino A4.
8. Apriamo il biglietto e con delle piccole gocce di colla liquida, attacchiamo i pacchetti di Natale sullo sfondo bianco e Babbo Natale e Rudolph sul gradino.

9. Facciamo asciugare per almeno 20 minuti il bigliettino aperto.
10. Con la colla stick incolliamo la scritta “Merry Christmas” sulla parte frontale del bigliettino.

Ed ecco il nostro bigliettino

  Spero tanto che il disegno e questo tutorial vi siano piaciuti.
Buon DIY.
<3

domenica 25 novembre 2018

MTC S-Cool- Lezione n.2: la cottura della pasta. Una cacio e pepe spettacolare e le mie boccole cavolfiore viola, nocciole e guanciale

Chi mi conosce sa che non posso vivere senza pasta :). La adoro. Sono stata capace di mangiarla nei più disparati momenti della giornata e di chiedere al dietologo, quell'unica volta che mi sono recata da lui (non perchè non ne avessi o non ne abbia bisogno..), di non togliermela.
Quando è uscita la seconda lezione dell'MTC sono stata felicissima: la cottura della pasta e la sua mantecatura.
Questa volta la nostra insegnante, Greta, ci ha spiegato come cuocere bene la pasta e come mantecarla. Le ricette da realizzare erano due: la cacio e pepe (che io da brava romana di adozione adoroooo) e una ricetta creativa che prevedesse la mantecatura.
La cacio e pepe è una delle paste della tradizione romana che preferisco.
Diciamo che a me la cucina romana, in generale, piace molto, ma questa ricetta in particolare la trovo semplice ed essenziale, che racchiude l'identità di un popolo che, dopo tanti anni di vita qui, continua a sorprendermi. Qualche volta, nelle poche occasioni in cui siamo riusciti a concederci un momento per noi, io e e il bradipo, siamo andati da Felice Al Testaccio. Questo storico ristorante capitolino sembra sia particolamente conosciuto per la sua cacio e pepe.  In effetti è una delle più buone che abbia mangiato e il gesto teatrale e scenico dei camerieri che portano il piatto al tavolo con una montagna di pecorino sopra e con dei movimenti tutti loro te la traformano in una delizia, è assolutamente da vedere. Avevo anche provato  a rifarla ma il risultato non mi aveva soddisfatto pienamente. Allora questa era l'occasione giusta. Forse sono stata fortunata (la solita fortuna dei principianti ;)) e al primo tentativo, seguendo i consigli di Greta passo passo, sono riuscita ad avere il risultato sperato. Una cacio e pepe cremosa, saporita con il giusto equilibrio tra sapidità e piccante (quello del pepe).
Per la versione creativa ho pensato di mettere insieme ingredienti che amo particolarmente: il cavolfiore (quando si sparge per casa l'odore di broccoli o cavolfiore io sono felice... sono strana lo so!), il guanciale, le nocciole e il pepe. Fatta la prima versione. Il risultato non è quello sperato: i broccoli avevano perso il colore originale, nonostante olio e grasso del guanciale e acqua di cottura non si era creato quel giusto velo che avvolge la pasta e che ci dice che lamantecatura è stata fatta nel modo giusto. Dopo ricevuto qualche ulteriore consiglio da Greta e da Maria Pia, ci ho riprovato. Inutile dire che avevo comprato guanciale, nocciole e cavolfiore da poter provare al ricetta almeno per altre 3-4 volte. Io sono caparbia.. non mi arrendo. Ci dovevo riuscire. Ditemi voi se ci sono riuscita ;)

Per la Cacio e Pepe:

Per due persone:
  • 200g di spaghetti (io ho usato lo spaghetto quadrato della Garofalo)
  • 60g di pecorino romano DOP stagionato almeno 12 mesi
  • pepe nero in grani tostato e pestato in un mortaio

Avremo bisogno assolutamente di:
  • Una padella di acciaio o alluminio (l'antiaderente non serve in questo caso) con i bordi ben stondati per mantecare
  • Una bastardella di acciaio
  • Una frusta
  • Una pentola per la cottura della pasta

Cominciamo.
Prepariamo il  pecorino e il pepe. Grattugiamo finemente il pecorino e mettiamo da parte. Per il pepe è necessario fare qualche passaggio in più. Qualche anno fa, feci una lezione a Taste of Roma con Arcangelo Dandini. In quell'occasione ci fece vedere la tostatura e macinatura del pepe; questo processo gli conferisce un aroma particolare e molto intenso. Da allora non ho mai smesso di tostarlo e pestarlo nel mortaio.
Allora, dobbiamo mettere i grani di pepe in una padella e, a fuoco medio, dobbiamo farlo tostare. E' necessario spegnere il fuoco appena si comincerà a sentire uno scoppiettio. Facciamo raffreddare e pestiamo in un mortaio. Anche il pepe è pronto.
Prepariamo la pasta. Cuociamo la pasta in abbondante acqua salata. Attenzione però, bisogna calcolare almeno 1 litro di acqua ogni 100g di pasta e, per la cacio e pepe, 4-5 grammi di sale per litro d'acqua.
Calcoliamo il tempo di cottura in pentola sottraendo 3 minuti dal tempo di cottura indicato sulla confezione.
Prepariamo la crema. In una bastardella d'acciaio mettiamo il pecorino e cominciamo ad amalgamarlo ad un po' di acqua di cottura della pasta con una frusta. Lavoriamo il formaggio con la frusta fino ad ottenere una crema. Teniamo il caldo la crema. Questo passaggio deve essere fatto all'ultimo proprio perchè altrimenti il formaggio tenderà a separarsi dal suo grasso.
Prepariamo la cacio e pepe. Mettiamo la pasta, scolata con le pinze, nella padella con un filo di olio extravergine, il pepe e tanta acqua di cottura quanta ne serve per continuarne la cottura (a me sono serviti circa un paio di mestoli). Mescoliamo la pasta, aiutandoci con una pinza (come nel video di Greta), posizionandola al centro e facendo roteare la pasta, muovendo la padella in senso antiorario. Quando è cotta, togliamolo dal fuoco e aggiungiamo la crema di pecorino. Saltiamo velocemente la pasta, sempre fuori dal fuoco, e serviamo bella calda. Aggiungiamo un altro pizzico di pepe.


Dobbiamo essere velocissimi nel servirla perchè la crema si rassoda velocemente.

Adesso passiamo alla versione creativa.
Per le boccole cavolfiore viola, nocciole, guanciale e pepe

Per due persone (porzioni mooolto abbondanti):
  • 100g di guanciale
  • 25g di nocciole pelate e tostate (circa 20)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 300g di cavolfiore viola, già al netto dello scarto
  • 160g di boccole (o una pasta con almeno 13 minuti di cottura per potersi sincronizzare con la cottura del cavolfiore)
  • 2 cucchiai di aceto 
  • pepe nero tostato e pestato in un mortaio
Cominciamo.
Prepariamo le nocciole. Tostiamo le nocciole e, quando si saranno raffraddate, tritiamole grossolanamente.
Prepariamo il guanciale. Tagliamo il guanciale a pezzetti e facciamolo rosolare nella padella, anche questa volta d'acciaio o di alluminio. Quando è dorato togliamolo dalla padella con un ragno e conserviamo in caldo. 
Prepariamo la pasta e il cavolfiore. Dividiamo il cavolfiore in cimette. Prepariamo la pentola per il cavolfiore aggiungendo l'acqua (circa 2 litri) e l'aceto. Prepariamo invece quella per la pasta con almeno 1,6 litri di acqua e 6-7 grammi di sale per litro (un po' di meno degli 8-10 grammi utilizzati per gli altri piatti di pasta per la presenza del guanciale). Portiamo emtrambe le pentole a ebollizione.
Cuociamo il cavolfiore e la pasta per circa 8 minuti (5 minuti in meno del tempo indicato sulla confezione - cottura al dente). Passato questo tempo aggiungiamo in padella la pasta, il cavolfiore (scolati con un ragno), il pepe, l'olio, metà nocciole e tanta acqua della pasta quanta ne serve per continuare la cottura (a me ne sono serviti circa 3 mestoli).
Muoviamo la padella in senso antiorario, cercando di non allontanarla mai dal fornello e facciamo proseguire la cottura fino a quando non si creerà una cremina che avvolgerà ogni chicco di pasta. Togliamo dal fuoco e aggiungiamo velocemente il guanciale e le nocciole rimaste (tenendone da parte un pochino per decorare il piatto). Facciamo saltare la pasta fuori dal fuoco per pochi secondi.

Sistemiamo velocemente nei piatti e serviamo decorando con il guanciale, le nocciole e un pizzico di pepe.

Con queste due ricette metto in pratica le lezioni della MTC S-Cool... la scuola più bella del web.





mercoledì 14 novembre 2018

Mag about food presenta... il calendario dell avvento

N.b: I pacchettini e i coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

Natale si avvicina.
Mai come quest'anno si sono cominciati a vedere panettori in giro per i supermercati a inizio ottobre, quando ancora non avevamo fatto nemmeno il cambio di stagione.
Questi segnali così precoci del Natale a volte fanno svanire l'attesa, il contare giorno dopo giorno l'arrivo di un momento religioso e familiare così importante.
Noi vogliamo riprenderci l'attesa, il conto alla rovescia, l'aspettare e il saper aspettare.
E quale modo migliore se non il Calendario dell'Avvento.
Un giorno alla volta. Un pensiero alla volta.
E quindi eccoci di nuovo con la nostra meravigliosa (lasciatemi gongolare un pochino) rubrica di Mag About Food sul DoItYourself.
Questa volta abbiamo pensato ad un Calendario dell'Avvento fatto tutto da noi: la struttura, i pacchettini e possibili regalini da inserire li potrete trovare dalle nostre Manuela, Gaia e Chiara.
Cosa aspettate a correre dalle mie amichette e su Mag About Food per vedere questi bellissimi e semplicissimi tutorial?
Anch'io mi sono dedicata ai contenuti con segnaposto

orecchini

N.b: I coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

N.b: I pacchettini li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

 
e chiudipacco/decorazioni per l'albero.


N.b: I pacchettini e i coni li ho realizzati seguendo i tutorial di Manuela.

Se questi piccoli oggetti che ho realizzato vi sono piaciuti, a seguire troverete i tutorial per poterli realizzare.

Bastoncini di zucchero


Omini di pan di zenzero


Pacchetti regalo


Ghirlanda di Natale


Pupazzo di neve


Pinguino


Spero tanto che questi tutorial vi siano piaciuti...
Alla prossima :)
Eli

mercoledì 24 ottobre 2018

Un DIY da pauraaaaa!!! Segnaposto orribilosi per Mag About Food


Chi ha paura dei fantasmi???!!!
Streghe, pipistrelli, spettri, zucche animate e tombe inquietanti... Attenzione!! La notte più spaventosa dell'anno si sta avvicinando!!!
E con lei tutto quello che potete preparare per rendere il vostro Halloween una meravigliosa serata a tema, con oggetti originali e fatti a mano.
Per questa festa noi, le quattro streghette dell'MTC, con la Redazione di Mag About Food abbiamo pensato a un DoItYourself tutto da paura.
A partire da una tavola piena di fantasmi della nostra Manuela, a dei segnabicchieri morbidosi con Chiara. Alla parte croccante ci ha pensato Gaia, con la sua zucca e i suoi confetti spettrali.
Cosa aspettate a correre da loro e su Mag About Food per vedere le meraviglie create per voi??!!

Ed io? Vi chiederete...
Per voi dei segnaposto tutti orribilosi... Qui troverete i 5 tutorial per poterli realizzare.

Lapide


Zucca


Pipistrello


Strega


Fantasmino

Spero tanto che vi siano piaciuti.
A presto :)

martedì 25 settembre 2018

Il mio cestino del pane per l'MTC S-cool... a scuola più bella che c'è ;)


Non pensavo di farcela... prima di tutto ad entrare nella scuola più bella del mondo :D e poi a pubblicare in tempo il primo compito a casa.
Chi mi segue sa che arrivo sempre alla fine... ma questa volta speravo di non essere proprio tra gli ultimi... ma la zona Cesarini ormai è mia! ;)
Quella che era il gioco più bello del web adesso si è trasformato in una bellissima scuola di cucina (ma in effetti lo era anche prima) di cui, con grande orgoglio, faccio parte anch'io.
La prima lezione richiedeva la creazione di un cestino del pane che prevedesse Focaccia, pane, panini e cracker o grissini.
Non mangio tantissimo pane anzi,  a volte, potrei cenare tranquillamente senza sentirne la mancanza, ma, forse per la legge del contrappasso, adoro panificare e impastare lievitati soprattutto salati... Amo le mani nella farina, l'odore dell'impasto che lievita e vederlo crescere mi dà la sensazione ogni volta di fatto una piccola magia. Per non parlare poi dell'odore che si diffonde per casa, che è un po' quello dei panifici, dei ricordi di quando da bambina si entrava nel forno o si mangiava il pane caldo a casa di nonna. Ho seguito anche vari corsi e il bradipo di casa, sempre per la legge del contrappasso di cui sopra, è un vero "mangiapane a tradimento"... ma nel senso letterale e non metaforico del termine! Non vi dico, quindi, quanto lui abbia amato questa prima lezione! Sembrava un bimbo di fronte alle caramelle!
Io per la serata ho pensato ad un menù in bilico tra mare, spezie e agrumi.
Ho deciso quindi, trattandosi di pesce, di non appesantire troppo il cestino e ho insaporito molto leggermente i vari componenti.
Ho seguito le ricette (che riporto fedelmente) e i consigli  delle insegnanti di questa prima lezione (Maria Pia, Annarita, Antonietta, Manuela e Greta <3 grazie mille!) e spero tanto che il mio semplice cestino piaccia.

Il menu' pensato per la serata prevede:

Antipasto
Cozze gratinate al profumo di pompelmo

Primo
Linguine con tartare di gambero rosso con sfere di mandarino


Secondo
Salmone al limone al vapore e
Tagliata di tonno all'arancia

Contorno
Finte patate Hasselback (cioè Hasselback solo nella presentazione)


Nel cestino del pane quindi ho pensato a una focaccia leggermente aromatizzata alla polvere d'aglio, un biove semplice, grissini all'aneto e panini al sesamo.
Se vogliamo preparare il cestino del pane per la cena cominciamo con





1) Focaccia all'aglio:
300g di farina 0
170g di acqua
4g di malto d'orzo
24g di olio extravergine d'oliva
3g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di aglio in polvere

Per l'emulsione.
2 cucchiai di olio + 2 cucchiai di acqua e un po' di sale

Ore 14.  In una ciotola facciamo sciogliere il lievito nell'acqua e malto; Aggiungiamo l'olio d'oliva e amalgamiamo bene gli ingredienti con una forchetta. Cominciamo ad incorporare meta della farina, precedentemente setacciata con la polvere d'aglio, e successivamente il sale. Aggiungiamo anche il resto della farina e incorporiamola aiutandoci con una spatola.
Trasferiamo l'impasto su di una spianatoia infarinata, allunghiamolo leggermente e massggiamolo con il palmo della mano in tre punti. Chiudiamolo su se stesso, aiutandoci con la spatola e ripetiamo questo passaggio altre due volte.
Allunghiamo leggermente l'impasto e, arrotolandolo su se stesso, sigilliamolo dando la forma di una palla. Mettiamo l'impasto ottenuto in una ciotola in farinata e facciamo lievitare per un'ora.
Ore 15,30. Trasferiamo l'impasto di nuovo sulla spianatoia, allunghiamolo leggermente e creiamo delle piccole fossette con le dita. Arrotoliamo l'impasto su se stesso senza serrare troppo e mettiamo nuovamente nella ciotola, con la chiusura verso il basso, a riposare per un'altra ora.
Ripetete il passaggio altre due volte per ossigenare l'impasto (16.35 e 17.40). Prima della terza ossigenazione dividiamo l'impasto in base alle teglie che vogliamo realizzare. Con la dose indicata possiamo realizzare una focaccia da
Ore18.45.  Adesso l'impasto è pronto per essere messo in una teglia ben oleata. Dopo averlo rovesciato molto delicatamente, cominciamo a realizzare con i polpastrelli delle piccole fossette, premendo dal centro verso i quattro angoli. Continuiamo a picchiettare la pasta, fino a quando non comincia ad allargarsi, ribaltandola ogni tanto. Facciamo riposare l'impasto per 30 minuti.
Ore 19.30. Distribuiamo l'emulsione di acqua-olio e sale sulla focaccia e facciamo riposare per altri 30 minuti.
Ore 20. Cuociamo a 250° per circa 10 minuti.

2) Grissini all'aneto
250g di farina 0
115ml di acqua
30g di olio extravergine di oliva
7g di sale
5g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di aneto secco

Procedimento
Ore 14.30. Facciamo sciogliere il lievito di birra nell'acqua. Disponiamo la farina setacciata sulla spianatoia e aggiungiamo l'aneto, l'acqua, l'olio e il sale (non a contatto con il lievito, su di un lato).
Impastiamo fino ad ottenere un impasto morbido, non appiccicoso, e facciamo lievitare fino al raddoppio (a me un'ora e mezza).
Ore 16.30. Spostiamo l'impasto sulla spianatoia per appiattirlo delicatamente con le mani, senza sgonfiarlo. Con la spatola otteniamo dei piccoli cilindretti, che allungheremo delicatamente aiutandoci con un po' di semola.
Spostiamo i grissini ottenuti sulla teglia ricoperta di carta da forno e facciamo cuocere in forno caldo (200°) per 10 minuti. Quando avremo ottenuto una doratura uniforme togliamo dalla teglia e facciamo raffreddare completamente. Per mantenerne la fragranza, possiamo conservarli in un contenitore a chiusura ermetica.


3) Panini al sesamo
100g di farina manitoba
60g di farina 0
100ml di latte tiepido
6g di lievito di birra
12g di burro
1/2 uovo per l'impasto e 1/2 per spennellare
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di olio di sesamo

Ore 15. Impastiamo tutti gli ingredienti fino ad ottenere una massa morbida che faremo lievitare per alemeno un'ora (meglio se sono due).
Ore 17.30. Impastiamo nuovamente la massa, sgonfiandolo delicatamente, e formiamo delle palline da circa 75-80g l'una. Sistemiamole in una teglia ricoperta di carta da forno e spannelliamo la superficie con l'uovo rimasto. Facciamo lievitare per un'altra ora.
Ore 19. Cuociamo in forno caldo 200° per circa 10 minuti, con un pentolino d'acqua.


 
4) Biove semplice 
Ingredienti
250g di farina 0
140ml di acqua
10g di strutto
10g di lievito di birra
5g di malto
4g di sale fino

Ore 16. Setacciamo la farina e disponiamola a fontana sulla spianatoia. In una piccola fossetta a lato aggiungiamo il sale. Sbricioliamo al centro il lievito di birra e aggiungiamo con delicatezza l'acqua. Cominciamo ad impastare aggiungendo gradualmente la farina. Aggiungiamo il sale, lo strutto e il malto e cla farina per ottenere una pastella abbastanza sostenuta. Aiutandoci con una spatola incorporiamo tutta la farina. Cominciamo ad impastare con le mani e aggiugiamo acqua se necessario. Dovremo ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Lavoriamo la pasta con forza per almeno 10 minuti, copriamo a campana e facciamo riposare per 20 minuti.
Ore 17. Dividiamo l'impasto in due parti e formiamo dei filoni lunghi e stretti che stenderemo in rettangoli di circa 1,5 metri per 6-7 cm (le strisce dovranno essere alte circa 3-4 millimetri). Man mano che stendiamo l'impasto, arrotoliamolo come se fosse una garza.
Infariniamo un panno da cucina molto pulito e sistemiamo i due rotoli di pasta come nella foto,
aiutandoci ai due lati da supporti (per esempio pacchi di zucchero).
 

Copriamo con un altro panno e facciamo lievitare per 30-40 minuti.
Ore 18. Facciamo preriscaldare il forno a 200° in modalità statica. Delicamente tagliamo per il lungo i due rotoli di impasto e sistemiamoli, con il taglio rivolto verso l'alto, su una teglia. Incidiamo ulteriormente per circa 1cm di profondità. Facciamo cuocere per circa 25-30 minuti. E' pronto quando bussando sul fondo suona vuoto. Se così non odvesse essere, abbassiamo la temperatura di 10 gradi e facciamolo cuocere fino a quando non è pronto.
Facciamo raffreddare su una gratella.

Questo l'interno di focaccia, panini e biove


Con questa ricetta partecipo all'MTC S-cool :D

sabato 23 giugno 2018

In viaggio con Mag About Food... un po' di vacanza sempre con noi

Il viaggio.
Prima di tutto uno stato mentale. Poi, anche fisico.
Molti dicono che è una metafora della vita. O che la vita è un viaggio continuo.
Mah... comunque sia, io sono convinta che la possibilità di viaggiare ci apra la mente, ci dia la possibilità di conoscere nuovi luoghi e nuove culture, di spostarci dall'occhio di bue che c'è quando mettiamo noi (e il nostro mondo) al centro di ogni cosa.
C'è altro lì fuori. Ed è qualcosa di vermente meraviglioso.
A questo abbiamo pensato (noi, le 4 del DIY :D :D) insieme alla redazione di Mag About Food, al viaggio.
Con il bellissimo banner della Mai
Per chi parte e vuole portare con sè tutto il necessaire, Chiara ha realizzato un bellissimo Beauty fai da teGaia delle etichette da utilizzare per non perdere le valigie e Manuela delle agende midori, per poter appuntare tutto quello che ci colpisce, disegnare e conservare scontrini e biglietti.
Ed io???
Io ho pensato a chi è appena tornato da un viaggio o non può partire.
Per loro (e ci sono anch'io nella seconda categoria) il viaggio deve essere nella testa, in noi e sempre con noi.
Per questo ciondoli, orecchini, bracciali o portachiavi ci possono ricordare sempre che anche una passeggiata nel centro della più vicina città o una scampagnata fuori porta possono essere belle come, e a volte di più, di un we a Parigi.
Per questo ho preparato 5 tutorial. Uno per ogni oggetto, uno per ogni vostra preferenza. L'ultimo, il quinto, riguarda l'assemblaggio dei vari oggetti "finali". 
Eccoli qua... lo so che sembrano tutti uguali ma è solo perchè hanno la stessa anteprima :D

Cominciamo con la macchinetta fotografica un po' vintage.

Conitnuiamo con il nostro mappamondo. Scegliamo un punto e partiamo.

Invece che ne dite di una bella valigia dove poter chiudere tutto quello che ci pare?
Ci piace di più la mongolfiera? Ecco il tutorial per poterla realizzare

Come facciamo adesso a creare orecchini, bracciali o portachiavi? Qui la soluzione:


Spero tanto vi piacciano e che possano racchiudere i vostri sogni da viaggiatori <3




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